E’ passato quasi un mese dal ciclone Harry, ma nelle frazioni della riviera ionica si sta ancora facendo la conta dei danni che il maltempo ha provocato per provare quantomeno a tornare alla normalità entro l’inizio dell’estate. Il Qds.it è andato a fare un giro nelle frazioni comprese tra la Riviera dei Ciclopi e la Timpa di Acireale e i danni causati dal ciclone sono sotto gli occhi di tutti.
A Stazzo si asfalta la strada
A Stazzo la curva che porta dalla piazza centrale al piccolo lungomare in cui sono presenti i solarium e la statua di Padre Pio è stata distrutta e gli operai sono a lavoro per asfaltare. La preoccupazione è però tanta e Alex, frequentatore del luogo nei mesi estivi, dice: “Chiaramente siamo sconvolti da quello che è successo perché siamo fruitori di questo bel pezzo di spiaggia, ma anche devi vari solarium. Abbiamo dovuto un po’ rivedere la situazione perché qua per questa estate non credo che si arriverà a sistemare. La spiaggia è stata completamente stravolta, prima venivamo qua ed era il nostro angolo di paradiso. Speriamo che a breve ritorna tutto come’era prima”.
Santa Tecla, spiaggia distrutta
A Santa Tecla i danni sono ben visibili nella zona della spiaggia e in via Cocole è stato addirittura interdetto il transito, anche se i trasgressori non mancano. Salvo Pagano, residente estivo del borgo marinaro, pone comunque l’attenzione sul fatto che per fortuna si sono evitate conseguenze molto più gravi. “Si deve andare avanti – afferma Pagano – perché ci saranno tante prenotazioni. Voi lo sapete benissimo che a Santa Tecla, Stazzo, Pozzillo e Capo Mulini vivono di turismo in estate, perché affittano tanti bed and breakfast e si deve andare avanti perché la vita continua. Menomale che non c’è stato nemmeno un morto, quando sentiamo parlare di grossi cicloni negli Stati Uniti i morti sono a decine e decine. Quindi la cosa bella è stata questa, ovvero che alla fine il danno materiale si può riparare”.
Miracolo a Santa Maria la Scala, diversi i danni a Capo Mulini
A Santa Maria la Scala, luogo che nel momento in cui siamo arrivati noi era interessato da un incendio di un’auto, i residenti hanno detto come, viste le premesse, i danni potevano essere ben peggiori, mentre a Capo Mulini abbiamo potuto notare come alcuni pezzi di molo siano caduti in mare e come alcuni appartamenti siano stati distrutti. Alfio Garozzo, padre del titolare di un ristorante, spiega: “Ci siamo spaventati abbastanza perché un evento così non ce lo ricordiamo. Mai vissuta una cosa del genere, ci sono stati danni ingenti, non come in certi posti come Santa Tecla e Stazzo, ma ci sono stati comunque. Dalle istituzioni ci aspettiamo che si sistemi in via Garitta, dove c’è stato il danno maggiori, poi nel porticciolo, che è stato distrutto direttamente, con le casse enormi e giganti buttate dal mare stesso a mare. Questi sono punti che in caso di mareggiata riparavano. Ora non esistono più”.
Proprio in via Garitta ci sono stati i danni più gravi e di questo ne dà conferma Carmelo Trovato, titolare del ristorante Pianeta Mare, che svela un particolare di non poca importanza.
“Qua sotto – spiega Trovato – c’è stato sempre un problema ben preciso. In estate si avverte come il torrente qua sotto sia sempre bloccato dalle pietre e, adesso, con questa mareggiata si è intasato ancora di più. Se non si libera il torrente l’acqua ristagna e succede che l’aria diventi maleodorante. Io ho sistemato quello che potevo sistemare togliendo i legni e altri rifiuti, però giustamente c’è bisogno dell’aiuto del Comune. Bisogna sistemare tutte queste pietre qua e tornare alla normalità. Viene un turista e questo degrado che c’è qua a Capo Mulini non è una cosa bella da vedere anche per noi commercianti”.
Aci Trezza, l’allerta meteo ha preparato all’evento
Ad Aci Trezza infine tutti sappiamo come le strade siano diventati dei veri e propri fiumi e come la paura sia stata tanta. Giovanni Rodolico dello storico Cantiere Rodolico, ha raccontato: “E’ stato un momento difficile dopo una settimana di preparativi, perché si aspettava questo maltempo già annunciato, ma non così forte. E’ stato un ciclone e quello che mi ha fatto più paura è stato il vento, non tanto le onde che passavano dall’Isola Lachea. Il rumore del vento lo sentivo anche dentro e mi faceva tremare e quindi ho chiuso tutto, sono tornato a casa e ho detto ‘Domani se ne parla’. E’ impossibile fermare quella forza bestiale della natura. Fortunatamente il nostro cantiere è stato miracolato, mi dispiace per tutte le altre persone, per i negozi e tutto quello che è stato distrutto. Abbiamo un grande dispiacere perché sono momenti brutti e difficili e mio padre che ha 88 anni ha detto di non aver mai visto una cosa del genere. E’ stato terribile e speriamo che possiamo tornare nella tranquillità. Fortunatamente non ci sono stati morti o feriti e questo è importante perché in questi eventi ci può scappare anche il morto. C’è stata anche l’allerta meteo del nostro sindaco e quindi siamo stati tutti attenti a non uscire e a stare a casa”.
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