Sport ed esercizio fisico come scudo contro il Covid 19 - QdS

Sport ed esercizio fisico come scudo contro il Covid 19

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Sport ed esercizio fisico come scudo contro il Covid 19

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giovedì 25 Marzo 2021 - 18:46

Avere muscoli in salute accelera il processo di guarigione e recupero, contrastando i principali sintomi della sindrome post Covid. E' il risultato di una ricerca condotta dal Policlinico Gemelli.

Il corretto e costante esercizio
fisico
anche a casa, a tutte le età e soprattutto negli anziani, è uno scudo
in più contro il Covid-19
. Evitare la perdita di tessuto muscolare connessa
con l’invecchiamento riduce il rischio di conseguenze gravi dell’eventuale
infezione da coronavirus, perché una buona massa muscolare favorisce una
corretta risposta immunitaria.

Avere muscoli in salute
accelera anche il processo di guarigione e recupero, contrastando i
principali sintomi della sindrome post Covid-19 che, stando a una ricerca
condotta da geriatri del Day Hospital post-Covid della Fondazione
Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs
– Università Cattolica
Campus di Roma, comporta stanchezza o affanno nell’87% dei pazienti che ne sono
colpiti e che lamentano malessere persistente anche a distanza di settimane
dalla risoluzione dell’infezione.

L’esercizio fisico è perciò un vero ‘farmaco
salvavita’
, sia per ridurre il rischio di ammalarsi sia per superare al
meglio la malattia in caso di contagio, tornando più rapidamente e meglio alla
normalità. Lo sottolineano gli esperti in occasione della pubblicazione del
volume ‘Muscoli in salute. La chiave del benessere a tutte le età’ (a cura di
Silvia Di Maio e Federico Mereta – edizioni Gribaudo), a cui ha contribuito
Francesco Landi, presidente della Società italiana di gerontologia e geriatria
(Sigg), direttore Uoc Riabilitazione e Medicina fisica della Fondazione
Policlinico Gemelli e docente di medicina interna e geriatria alla Cattolica.

“E’ ben
noto che un corretto e costante esercizio fisico a ogni età contrasta la
perdita di forza e tono muscolare connessa all’invecchiamento, e soprattutto
negli anziani, per i quali l’attività fisica è un salvavita perché ha
ripercussioni positive sulle capacità cognitive, la disabilità, la funzione cardiovascolare
e respiratoria, il ritmo sonno-veglia – spiega Landi – Il ruolo centrale della
massa muscolare è stato osservato anche in riferimento al Covid: gli anziani
più in forma hanno un minor rischio di progressione grave della malattia,
perché hanno un sistema immunitario più efficiente”.

“Chi
invece è affetto da sarcopenia e malnutrizione – prosegue l’esperto – stando a
dati pubblicati su ‘Advances in Nutrition’ dall’Università di San Paolo in
Brasile, ha un minor numero di linfociti T circolanti e non riesce ad
affrontare al meglio il ‘superlavoro’ metabolico necessario per combattere il
virus. In chi viene colpito da Sars-CoV-2, inoltre, si registra una perdita
rapida e spesso consistente del peso e della massa muscolare che dovrebbe
essere affrontata subito in maniera decisa”.

“I
muscoli infatti si assottigliano letteralmente e si indeboliscono, lasciando
una sensazione di affaticamento che accompagna i pazienti per settimane anche
dopo la risoluzione dell’infezione.

“Dati raccolti sui nostri pazienti –
aggiunge Landi – mostrano che l’87% manifesta almeno un segnale di disagio
anche una volta guariti e che i sintomi più frequenti della sindrome post
Covid-19 sono proprio la stanchezza (53%) e l’affanno (43%), entrambi
direttamente connessi alla perdita del tono muscolare. Intervenendo rapidamente
sui pazienti contagiati da Sars-CoV-2 con esercizi personalizzati, per favorire
il mantenimento del tono muscolare generale e respiratorio, è possibile un
recupero migliore e più rapido”, conclude lo specialista co-autore del
volume. (Adnkronos)

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