Il Bazooka di Draghi Qe: 20 mld al mese - QdS

Il Bazooka di Draghi Qe: 20 mld al mese

Carlo Alberto Tregua

Il Bazooka di Draghi Qe: 20 mld al mese

martedì 17 Settembre 2019 - 00:00

Come è noto, Mario Draghi completa il periodo di presidenza della Bce col prossimo 31 ottobre. Dall’1 novembre diventerà presidente Christine Lagarde, francese, che attualmente è presidente del Fondo monetario internazionale. In quella funzione la sostituirà la bulgara Kristalina Georgieva.
In questo periodo Draghi ha sostenuto l’economia con lo strumento finanziario della liquidità, acquistando i buoni del tesoro dei Paesi membri, ogni mese, in modo da immettere risorse finanziarie nel sistema.
La manovra non è stata però del tutto efficace perché molti istituti di credito, soprattutto quelli dei Paesi con più alto debito, Grecia e Italia, hanno trattenuto questa liquidità e non l’hanno immessa nel circuito per finanziare imprese e famiglie.
Prima di andar via Draghi ha ripristinato la manovra, denominata Quantitative easing (Qe), che era cessata con gennaio di quest’anno, per cui dal prossimo mese la Bce ricomincerà a comprare 20 miliardi al mese dei Bond nazionali.

I giornali hanno denominato questa manovra come una sorta di Bazooka perché questa volta Draghi ha messo un vincolo all’acquisto e cioè che la liquidità ottenuta dagli istituti di credito venditori dei titoli di Stato debba essere destinata al finanziamento di imprese e famiglie, per evitare il difetto cui prima si accennava.
Come è noto, la liquidità in un sistema economico può essere equiparata al sangue del corpo umano. Quando vi è carenza di liquidità il corpo economico si affloscia, perde energia e funziona male.
Il Qe può paragonarsi a una sorta di trasfusione di sangue per aumentare la massa di denaro in circolazione ed evitare che le banche compiano una sorta di tesaurizzazione conservandolo al proprio interno e non immettendolo, invece, nel circuito.
Il falco presente nel consiglio direttivo della Bce, vale a dire il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, ha dichiarato che Draghi ha compiuto una mossa scorretta perché ha superato il termine del suo mandato e ha invaso il periodo in cui vi sarà la nuova presidente. Ma la sua opposizione non è servita, perché il consiglio direttivo ha approvato a larga maggioranza la proposta di Draghi.
Il sistema bancario nazionale può certamente mettere a disposizione nuove risorse finanziarie per lo sviluppo, per le infrastrutture materiali e immateriali, in modo da attivare i meccanismi di crescita.
Ma, se il cavallo non beve, il che significa che se le imprese buone non chiedono prestiti e le famiglie non chiedono mutui, le risorse finanziarie rimangono nei forzieri delle banche.
Gli stimoli all’economia possono essere dati, ma se manca l’elemento più importante per attivarla – la fiducia nel futuro – qualunque stimolo resta fine a se stesso perché non produce effetti di sorta.
Dunque, il nuovo governo deve creare fiducia nel futuro, in modo da rimettere in moto quel meccanismo indispensabile nella mente delle persone, e in particolare delle imprese, che ricominciano a investire anche indebitandosi. Questo può avvenire, ripetiamo, solo se c’è fiducia che il domani consentirà di restituire i debiti di oggi, mediante l’attivazione di processi economici e imprenditoriali di continua crescita.

Ovviamente, il processo prima indicato comincia a risolvere il grave problema della disoccupazione che non può essere combattuta con le leggi o con le intenzioni. La filiera è chiara: fiducia nel domani, investimenti, occupazione. Chi va al di fuori di questo binario blatera inutilmente.
Contro questa filiera è andato il Reddito di cittadinanza per quella parte che riguarda il lavoro. Per cui questo governo dovrebbe procedere ad una riforma di quella legge, mantenendo l’aspetto assistenziale, ovviamente migliorato nel senso di sostenere i veri poveri-anziani e non più tanti giovani che si accontentano di 7/800 euro al mese, non cercano lavoro e stanno a bighellonare.
La macroeconomia è materia complessa che ministri, viceministri e sottosegretari dovrebbero conoscere bene. è del tutto destituita di fondamento l’ipotesi secondo la quale vi possano essere i massimi responsabili del governo con la terza media e privi di competenze. Così, tutti costoro si fanno infinocchiare facilmente dagli alti burocrati.
No, ci vogliono competenze e autonomia!

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