Milano, 9 apr. (askanews) – Ripresa della produzione negli stabilimenti italiani di Stellantis nel primo trimestre 2026, ma con una grave eccezione: Cassino, che continua a perdere volumi in modo preoccupante. È il quadro che emerge dal report trimestrale della Fim-Cisl.
Da gennaio a marzo sono state prodotte 120.366 unità tra autovetture e veicoli commerciali, con un incremento del 9,5% rispetto dello stesso periodo del 2025. Le autovetture segnano un aumento del 22% a 73.841 unità, mentre i veicoli commerciali registrano una flessione del 5,8% a 46.525 unità. Per il 2026 la Fim-Cisl stima una produzione italiana superiore ai 500mila veicoli, di cui oltre 300mila auto, con una riduzione degli ammortizzatori sociali e possibili nuove assunzioni in alcuni siti.
Il quadro però resta pesante rispetto ai picchi produttivi dell’epoca Marchionne e all’obiettivo di un milione di veicoli concordato da Stellantis con il governo. Nel 2017 la produzione di Stellantis è stata pari a 1,035 milioni di veicoli il che implica che oggi viene utilizzata circa la metà della capacità degli impianti. Valore che scende al 35% se si considera il picco di 1,5 milioni di veicoli toccato l’ultima volta nel 2001 dall’allora Fiat.
Il risultato positivo delle auto nel primo trimestre è trainato dal lancio della 500 ibrida a Mirafiori (+42,4%, 14.040 unità) e della nuova Jeep Compass a Melfi (+92,5%, 17.110 unità). Pomigliano cresce del 6,7% con 39.570 unità la sola Panda rappresenta il 47% della produzione nazionale di auto mentre Modena con la produzione di Maserati GranTurismo e GranCabrio segna un balzo del 583% a 205 unità. Lo stabilimento Sevel di Atessa dedicato ai veicoli commerciali si conferma il polo produttivo principale del Paese con 46.525 unità, pari al 39% del totale nazionale, nonostante la flessione del 5,8% legata ai lavori nel reparto verniciatura.
La nota più dolente è Cassino, dove nel trimestre sono state prodotte appena 2.916 unità (-37,4%). Il 2025 si era chiuso con meno di 20mila vetture e le stime 2026 indicano un ulteriore calo a circa 13mila. L’occupazione è scesa a 2.130 addetti, con l’attività ridotta a soli 5-6 giorni lavorativi al mese. “La condizione del sito produttivo e dell’intero indotto ha ormai superato ogni limite di sostenibilità”, ha detto il segretario generale Fim-Cisl Ferdinando Uliano, sottolineando che i ritardi nella conversione da elettrico a ibrido sulla piattaforma Stla Large hanno bloccato il lancio dei nuovi modelli Alfa Romeo Giulia e Stelvio, oggi senza nuova tempistica.
Situazione complessa anche a Termoli, dopo la decisione di Acc di abbandonare definitivamente il progetto della Gigafactory. “L’avvio della produzione di cambi eDct e motori è positiva ma non risolutiva”, ha avvertito Uliano.
Sul fronte vendite, Stellantis ha immatricolato nell’Ue30 696.676 veicoli nel primo trimestre 2026, con una crescita del 5% e una quota di mercato salita al 17,5%, la più alta da due anni. Includendo Leapmotor, la quota combinata raggiunge il 18,1%. “Il percorso di ripresa avviato lo scorso anno è solido e il nostro piano di rilancio sta funzionando”, ha dichiarato Emanuele Cappellano, Coo Enlarged Europe del gruppo in una lettera ai dipendenti.
L’attesa ora è per il piano industriale che sarà presentato ad Auburn Hills il 21 maggio. “Ci aspettiamo scelte concrete e credibili, capaci di garantire prospettive industriali e occupazionali per tutti gli stabilimenti italiani”, ha detto Uliano, chiedendo anche al Governo di “individuare risorse adeguate per sostenere e rilanciare l’intero comparto”.

