In Sicilia negli ultimi mesi diverse gare d’appalto sono state sospese per la necessità di attendere che una tra le più note piattaforme digitali utilizzate per la valutazione delle offerte venisse adeguata agli ultimi pronunciamenti della giustizia amministrativa. È quanto scoperto dal QdS.it, analizzando i verbali di alcune procedure indette dai Liberi consorzi.
Oggetto delle gare è stata la manutenzione delle strade provinciali, da sempre di competenza degli enti di area vasta e che in molti casi rappresentano il tallone d’Achille del sistema infrastrutturale siciliano. Specialmente nell’entroterra, non è raro ritrovarsi a viaggiare su strade che risentono di un generale stato di abbandono.
Ritardi sugli appalti
Negli ultimi giorni, le ex Province di Caltanissetta, Agrigento e Ragusa hanno aggiudicato appalti del valore complessivo di oltre dieci milioni di euro. In due casi su tre si è trattato di gare funzionali a sottoscrivere accordi pluriennali. I verdetti sono arrivati con qualche mese di ritardo.
Per quanto le piattaforme informatiche garantiscano oggi una velocità decisamente maggiore rispetto all’epoca in cui i plichi cartacei andavano aperti manualmente, due sentenze, emesse in primavera dal Cga e dal Tar, hanno introdotto novità interpretative che hanno costretto i sistemisti ad apportare le modifiche agli algoritmi.
Diverse anomalie
Il 24 agosto sul sito utilizzato dal Libero consorzio di Caltanissetta per la gestione delle gare d’appalto è comparso un messaggio: “Revoca della sospensione temporanea”. La dicitura faceva riferimento alla gara d’appalto per l’affidamento della manutenzione di oltre una ventina di strade provinciali.
A fine giugno un’altra comunicazione aveva resto noto che “il Rup, considerate le recenti sentenze del Consiglio di giustizia amministrativa e del Tribunale amministrativo regionale” sospendeva con effetto immediato la procedura “fino alla rettifica della metodologia di calcolo”.
Le due sentenze hanno riguardato l’introduzione di nuovi orientamenti sulla modalità di calcolo della soglia di anomalia, ovvero le operazioni aritmetiche che vengono eseguite per stabilire quale sia la percentuale di ribasso al di sopra della quale l’offerta viene ritenuta a rischio. Il pericolo riguarda l’ipotesi che il ribasso sia troppo elevato per garantire la corretta esecuzione dei lavori.
Si tratta di un iter che si attiva in automatico e che in ottica preventiva affida alla matematica la definizione di quale sia il rischio.
In particolare, i giudici si sono pronunciati sulla non applicabilità del concetto del “blocco unitario” delle offerte: in precedenza, nei complicati calcoli effettuati per calcolare la soglia di anomalia se più imprese presentavano lo stesso identico ribasso venivano considerate come fossero un’offerta unica. Per i giudici, invece, vanno considerate separatamente.
Tecnicismi apparentemente insignificanti ma che portano a risultati diversi, di cui non si può fare a meno di tenere conto, se si considera che l’aggiudicazione di una gara d’appalto avviene spesso per differenze dell’ordine dei centesimi di punti percentuali.
L’intervento della Maggioli
A essere direttamente interessata dalle decisioni della giustizia amministrativa è stata, tra le altre, la Maggioli Spa, società fornitrice per molti enti pubblici delle piattaforme su cui si svolgono le gare. Tra le stazioni appaltanti che hanno dovuto attendere che la Maggioli intervenisse sui metodi di calcolo della piattaforme ci sono anche i Liberi consorzi di Ragusa, Caltanissetta e Agrigento. Tutti e tre hanno comunicato alle imprese che avevano partecipato alle gare la necessità di sospendere temporaneamente le procedure.
“A riscontro della richiesta di questo ente – ha comunicato il Libero consorzio di Caltanissetta ad agosto – la società Maggioli ha formalmente comunicato l’avvenuto rilascio e la piena disponibilità dell’aggiornamento relativo al calcolo dell’anomalia delle offerte. Ritenuti pertanto pienamente cessati i motivi che avevano indotto a disporre la temporanea sospensione delle operazioni di gara, a tutela del buon andamento e della legittimità dell’azione amministrativa, dispone la ripresa delle operazioni finalizzate all’individuazione degli affidatari dei due lotti e di rieseguire sulla piattaforma i calcoli dell’anomalia delle offerte”.
Le aggiudicazioni
Superati gli intoppi, si è potuto procedere all’apertura delle buste. In tutti i casi le gare sono state indette con procedure aperte, registrando un’ampissima partecipazione. Sono state centinaia le ditte che si sono fatte avanti. Una possibilità che con il codice degli appalti approvato del 2023, che ha innalzato le soglie d’importo al di sotto delle quali la stazione appaltante può decidere discrezionalmente di optare per una gara inviti, spesso non è data alle imprese.
In provincia di Caltanissetta, stando a quanto appreso da questa testata, i due lotti sono stati aggiudicati alle aziende Bongiovanni Costruzioni, con sede a Casteltermini, e alla Alfano srl, di Cianciana. In entrambi i casi, il ribasso è stato di poco superiore al 32 per cento. A vincere la gara ad Agrigento, anche in questo caso riguardante un accordo quadro, è stata la Euroinfrastrutture di Santa Venerina, con un ribasso del 32,4089 per cento. L’azienda ha avuto la meglio su altri 260 partecipanti.
L’ex provincia di Ragusa, infine, aveva indetto una gara per migliorare le condizioni della provinciale 51 Modica-Passo Gatta. Il progetto prevede l’allargamento dell’arteria in un tratto di un chilometro. A vincere è stata Edil Costruzioni di Adrano. In questo caso all’esito finale si è arrivati con epilogo inconsueto: a fronte di 17 imprese che avevano presentato lo stesso ribasso – 32,499 per cento – la commissione ha dovuto effettuare un sorteggio per individuare la ditta che sottoscriverà il contratto.
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