Proseguono le indagini nella stazione sciistica di Crans-Montana in Svizzera, luogo in cui la notte dello scorso 1 gennaio si è innescato un grave incendio durante i festeggiamenti di Capodanno. Il bilancio della tragedia è ad oggi di circa 40 morti, le vittime ferite sono per lo più ragazzi giovanissimi, tutti nati tra il 2007 e il 2009.
Alcuni feriti italiani sono già ricoverati al Niguarda di Milano, assistiti inoltre da 5 psicologi.
“Sono completamente shockati” spiega stamane l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, durante un punto stampa. Altri professionisti della salute mentale sono nel team nazionale che si trova a Crans-Montana per assistere i genitori dei ragazzi dispersi. Il ministro degli Esteri Tajani conferma: “Nessun italiano identificato tra i 6 copri” aggiungendo poi la preoccupazione sul quanto accaduto all’interno del locale in cui è avvenuta la tragedia, il bar La Costellation: “Sono entrato solo nella hall, ma si capisce che lì qualche cosa non ha funzionato, soprattutto per le uscite di emergenza. Le misure anti-incendio non hanno funzionato come dovevano”.
Sette italiani feriti al Niguarda e una in arrivo
“L’altro ieri e ieri abbiamo trasferito al Niguarda già sette dei nostri ragazzi, tutti in condizioni molto critiche; ne abbiamo ancora sei che sono in Svizzera”, ha detto l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, intervenendo a Rtl 102.5.
“Oggi abbiamo un arrivo da Losanna: è sicuramente la paziente più grave e più seria”. Racconta così della condizione di Sofia, la quindicenne che dovrebbe atterrare oggi con l’elicottero nell’ospedale milanese, salvo imprevisti causa meteo. Altre 3 vittime – visitate dal team nazionale – sono state dichiarate momentaneamente non trasportabili.
Due ragazzi italiani tra i feriti ancora non identificati
I due casi più gravi sono ancora ricoverati al Centro ustioni di Zurigo “Abbiamo la ragionevole speranza che siano italiani – prosegue Bertolaso – ma dobbiamo ancora fare le prove del test del Dna, perché hanno il volto completamente coperto dalle medicazioni, sono intubati quindi non possono parlare per cui bisogna attendere. In totale quindi abbiamo quel numero di 6 che porta a completamento il numero di 13 feriti italiani. Sette sono già qui ricoverati oggi, e ora arriva l’ottava che è Sofia”.
Conclude l’assessore annunciando che da oggi pomeriggio in poi “usciremo con i bollettini per l’aggiornamento sullo stato di salute dei ragazzi ricoverati.
L’operazione non è affatto conclusa fino a quando l’ultimo dei nostri ragazzi non sarà tornato a casa. Abbiamo fatto oltre 20 voli verso la Svizzera per andare a prendere i ragazzi, 40 ore di voli in condizioni meteorologiche non ottimali. È un gioco di squadra italiano di cui siamo orgogliosi e non ci fermiamo qui”.

