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Strage di Licata, l’agghiacciante presentimento di Alessia nei suoi racconti

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Strage di Licata, l’agghiacciante presentimento di Alessia nei suoi racconti

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mercoledì 26 Gennaio 2022 - 20:49

A parlare in un'intervista è Floriana Costanzo, l’insegnante di italiano di Alessia Tardino, la quindicenne uccisa dallo zio insieme con il fratellino di 11 anni e i genitori

“Alessia è, e dico è perché faccio fatica a pensare al passato, una ragazza seria, pulita, i cui occhi sorridevano. Dai suoi occhi traspariva il suo desiderio di apprendere e di vivere”. A parlare in un’intervista è Floriana Costanzo, l’insegnante di italiano di Alessia Tardino, la quindicenne uccisa dallo zio insieme con il fratellino di 11 anni e i genitori.

Il racconto

“Nonostante la giovane età, Alessia aveva preso in mano le sorti della sua vita- racconta commossa- Non aveva ancora deciso cosa fare da grande ma stava costruendo il suo futuro. Interagiva con noi, intervenendo spesso”. “Alessia manifestava il suo desiderio di apprendere – prosegue la docente di italiano – Una ragazza decisa, capace di imporsi. Aveva uno sguardo dolcissimo”.

Gli screzi

Alessia parlava anche a scuola con i compagni dei dissidi tra il padre e lo zio Angelo. “Oggi, cercando di parlare con i suoi compagni ho saputo che la sua amica del cuore diceva che Alessia aveva detto che c’erano screzi tra il papà e lo zio – dice -Se fosse stato un problema reale ce lo avrebbe detto. I ragazzi si confidano con noi”.

“Fulmine a ciel sereno”

E poi aggiunge: “E’ stato un fulmine a ciel sereno. Nulla poteva farcelo intuire, saremmo intervenuti”. “Era una famiglia normale- ricorda – sono venuti al ricevimento lei è la mamma. Persone serene, i risultati scolastici erano buoni”. La sua materia preferita era l’italiano. “Le piacevano tutte le materie dell’indirizzo classico- dice – Ieri Alessia era presente in classe, sono così sconvolta che non riesco a capire. C’erano le interrogazioni ma lei era già stata interrogata con ottimo voto”. E conclude: “Questa esperienza segna per la vita. Noi insegnanti ma anche i ragazzi…”.

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