Sull’indagine dedicata alla strage di Ustica si apre “un nuovo filone”. Ad annunciarlo è stato il procuratore di Roma, Francesco Lo Voi, dopo aver formulato al gip la richiesta di revoca dell’archiviazione del caso. Secondo Lo Voi, l’apertura da parte dell’autorità francesi di collaborazione “apre un nuovo filone e nuove prospettive” all’indagine sulla strage avvenuta il 27 giugno del 1980, in cui morirono 81 persone. Nelle scorse ore la Francia aveva annunciato un’apertura totale alle richieste dell’Italia sui documenti relativi all’incidente aereo, dicendosi disponibile a trasmettere tutta la documentazione in suo possesso.
La nota della Francia
La disponibilità della Francia a fornire una serie di documenti militari relativi alle ore della strage rappresenta una svolta improvvisa sul caso, dopo decenni di tentativi di arrivare a una verità giudiziaria sulla strage. Oggi i pm di piazzale Clodio depositeranno l’incartamento dove sono presenti atti dal 1981 al 1994, in riferimento anche a vecchie rogatorie partite da Roma. Secondo alcune fonti diplomatiche transalpine, “la Francia ha fornito gli elementi a sua disposizione ogni volta che è stata sollecitata su questa tragedia” e “in particolare nel quadro delle inchieste condotte dalla giustizia italiana e delle richieste di informazioni inviate alla Francia”, dicendosi “ovviamente disponibili a proseguire la nostra piena cooperazione con l’Italia su questo dossier”.
Parigi pronta a collaborare
Le autorità francesi si sono dette anche disponibili ad assecondare ulteriori richieste che arrivassero dall’Italia sul caso. La magistratura italiana attende notizie dalla Francia dal 1990 dopo le numerose rogatorie inviate a Parigi e rimaste inevase. Tra i vari atti sollecitati, anche le registrazioni radar dell’area di caduta del DC-9, le posizioni delle portaerei Clemenceau e Foch, i piani di volo dei caccia francesi diretti in Libia e la misteriosa traccia “amica” denominata “LL004”, rilevata dal radar di Poggio Ballone, in provincia di Grosseto, all’altezza della base corsa dell’Armée de l’air a Solenzara. Nel 1996 era stato chiesto alla Francia di individuare altri velivoli all’origine di tre tracce radar, il cui ruolo non fu mai chiarito.
Tajani: “Vogliamo la verità, il governo non si ferma”
Come ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, “la disponibilità della Francia a collaborare è un fatto molto importante” ed “è giusto che si scopra la verità su quella tragedia che ha portato alla morte di tantissimi cittadini”. Il vicepremier ha poi ribadito che “vogliamo sapere la verità, il governo non si ferma, noi vogliamo sempre stare dalla parte dei nostri concittadini”.
Il gip si riserva di decidere sulla richiesta di archiviazione
Il gip di Roma Livio Sabatini si è riservato di decidere sull’istanza di ritiro della richiesta di archiviazione, formulata oggi in udienza dal procuratore capo Francesco Lo Voi, relativa al procedimento sulla strage di Ustica avvenuta la sera del 27 giugno 1980 quando il Dc-9 Itavia precipitò nel mar Tirreno, provocando la morte di 81 persone. La decisione del giudice verrà notificata alle parti successivamente.
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