Le Nazioni Unite stanno lavorando a una missione per lo stretto di Hormuz sulla base del ‘modello Mar Nero’, l’iniziativa del luglio del 2022 firmata a Istanbul grazie alla quale l’Ucraina riuscì a riprendere le esportazioni di prodotti agricoli, dopo il blocco dei porti causato dall’invasione russa. “L’Onu sta lavorando ai meccanismi e alle procedure per tentare di attivare una missione che ricalchi la Black sea grain initiative“, confermano all’Adnkronos fonti del Palazzo di Vetro. “A Bruxelles al Consiglio europeo ci sarà il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, speriamo che faccia delle proposte“, dice il ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Come era strutturato il ‘modello Mar Nero’
Sulla base di quanto venne concordato quattro anni fa da Russia, Ucraina, Turchia e Onu con i corridoi marittimi per il grano si può immaginare un’iniziativa simile che preveda “l’individuazione di porti sicuri” lungo la rotta del petrolio nel Golfo, con “ispezioni dei carichi in partenza” e “autorizzazioni per l’export di beni specifici, dal greggio ai fertilizzanti”, spiegano le fonti. Fin qui la parte tecnica, ma il nodo resta la partecipazione alla missione: quali Paesi, con quanto personale, con quali mezzi.
Sarebbero in corso interlocuzioni tra l’ufficio di Guterres e i rappresentanti dei cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza per ottenere il via libera alla missione, con la Cina e la Russia che non dovrebbero mettersi di traverso, la prima perché dall’Iran importa circa il 13% del greggio di cui ha bisogno, la seconda perché ha tutto l’interesse a rientrare in partita.
I possibili scenari
Se il modello è quella della “Black sea grain initiative” che ha funzionato per circa un anno non è detto che sia necessaria una cessazione delle ostilità tra Teheran, Washington e Tel Aviv, ma alcuni osservatori sottolineano come l’accordo per una missione potrebbe dare agli Stati Uniti e a Donald Trump l’occasione per uscire dalla ‘trappola’ di Hormuz, fornendo eventualmente un pretesto per dichiarare conclusa ‘Epic Fury’.
“La posta in gioco è molto alta”, ha detto un portavoce dell’Onu, dopo che l’Alta rappresentante per la politica estera europea, Kaja Kallas, ha detto di aver parlato con Guterres della possibilità di sviluppare un’iniziativa come quella per l’Ucraina di quattro anni fa, “non alimenteremo speculazioni e continueremo a lavorare con discrezione”.
Da Adnkronos
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