Studenti in piazza a Catania, "Non si può morire di scuola-lavoro" - QdS

Studenti in piazza a Catania, “Non si può morire di scuola-lavoro”

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Studenti in piazza a Catania, “Non si può morire di scuola-lavoro”

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venerdì 28 Gennaio 2022 - 16:00

Centinaia di studenti e studentesse in piazza a Catania questa mattina. È la risposta che i suoi coetanei danno alla morte di Lorenzo Parelli, lo studente di 18 anni schiacciato da una trave d’acciaio in una fabbrica metalmeccanica nei pressi di Udine lo scorso venerdì. «Di scuola-lavoro non si può morire» è lo slogan del corteo, in cui i manifestanti non accettano che un evento così grave come la morte di uno studente sul lavoro possa essere derubricato a fatto di cronaca o considerato una fatalità imprevedibile.

La manifestazione promossa da collettivi e studenti solleva una contestazione chiara del modello dell’alternanza scuola-lavoro, denunciando la totale mancanza di tutele e sicurezza per gli studenti impegnati in percorsi che lì vedono lavorare gratuitamente e senza nemmeno limiti orari giornalieri.

«L’alternanza insegna agli studenti un lavoro fatto di sfruttamento e precarietà, insegna loro che è normale morire sul proprio luogo di lavoro, come nei fatti avviene ad oltre tre lavoratori ogni giorno» dichiara dalla manifestazione di Catania Diego D’Urso, responsabile scuola del del Fronte della Gioventù Comunista catanese e promotore della protesta. «Sosteniamo con tutte le nostre forze le manifestazioni studentesche di oggi. Gli studenti devono continuare a lottare con tutte le loro energie contro l’alternanza scuola-lavoro e un modello di istruzione che risponde alle esigenze della Confindustria per la formazione aziendale e li trasforma anche un bacino di manodopera gratuita e senza diritti. Questa è una lotta è contro il governo Draghi che sta progettando un potenziamento dell’alternanza scuola-lavoro con i fondi del PNRR e contro le forze politiche che l’hanno introdotta a partire dalla “Buona Scuola”, dal PD e dai vertici dei sindacati confederali.»

Adesione alla giornata di mobilitazione arriva anche da diversi sindacati, che rilanciano nella mobilitazione unitaria con gli studenti la lotta per la sicurezza contro le morti sul lavoro. Il SI Cobas ha dichiarato l’agitazione a livello nazionale con il messaggio «Fermiamo la barbarie dei morti sul lavoro», mentre arrivano notizie di alcuni scioperi nelle fabbriche. Alla manifestazione di Firenze sono presenti i lavoratori del Collettivo di Fabbrica della GKN che proseguono la loro lotta al fianco degli studenti come era già stato nelle manifestazioni dell’autunno. Tra i lavoratori della scuola la partecipazione è sostenuta dallo sciopero di settore indetto dalla Confederazione Cobas, caratterizzato da una chiara piattaforma di opposizione all’alternanza scuola-lavoro anche dal punto di vista dei professori.

Il corteo è Terminato davanti la sede di Confindustria in viale Vittorio veneto dove si è tenuta una torciata in memoria di Lorenzo e si sono scanditi cori che individuano nell’associazione degli industriali e nel governo i diretti responsabili della morte dello studente in alternanza. La mobilitazione proseguirà nel pomeriggio con manifestazioni a Roma, Milano e Napoli.

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