“Il Mezzogiorno deve tornare al centro dell’agenda delle riforme economiche e sociali del Paese. Se non cresce il Sud, soprattutto sul piano dell’occupazione stabile dei giovani e delle donne, non avremo uno sviluppo omogeneo e ci allontaneremo ancora di più dagli altri Paesi europei”. Lo dice il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, in un’intervista al ‘Mattino’.
“Ecco perché la nostra mobilitazione a Napoli, dopo quella di Bologna e Milano è un segnale importante: vogliamo dare una forte sveglia al governo nazionale – continua il leader sindacale – ma anche alle regioni ed agli enti locali. Noi pensiamo che sia interesse del governo collaborare con le parti sociali su una visione di una nuova politica dei redditi per salvaguardare le retribuzioni e le pensioni, arginare l’enorme speculazione sui prezzi, soprattutto quelli dei beni energetici non regolamentati. Ritroviamoci intorno a un tavolo e remiamo nella stessa direzione per trovare soluzioni eque, rinnovando tutti i contratti, rendendo strutturale la riduzione del cuneo, restituendo le risorse sottratte dal fiscal drag, tagliando le tasse alle tredicesime e a chi concorre all’85 per cento dell’erario pubblico, detassando gli aumenti contrattuali ed anche le tredicesime”, aggiunge il leader della Cisl.
“Occorre investire di più nella sanità pubblica, nella scuola, nella ricerca, nella tutela del territorio. Abbiamo tutti sotto gli occhi la tragedia dell’alluvione in Emilia e Marche. Una catastrofe. Abbiamo avviato una sottoscrizione unitaria nazionale – ricorda Sbarra – per sostenere i lavoratori, le famiglie e le imprese. Quante vittime dobbiamo ancora contare prima che si vari un grande piano nazionale di risanamento idrogeologico? Bisogna fare più prevenzione valorizzando le ‘tute verdi’ dei comparti ambientali e mettendo al centro la manutenzione del suolo e gli investimenti necessari al buon governo delle acque”, conclude Sbarra.

