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Sudafrica, tutta un’altra montagna: tra vette, canyon e cieli infiniti

Sudafrica, tutta un’altra montagna: tra vette, canyon e cieli infiniti

Dalle Drakensberg al Cederberg, avventure d’alta quota nell’estate australe

Milano, 7 nov. (askanews) – Mentre le Alpi si preparano al bianco, nell’altro emisfero le montagne del Sudafrica si accendono di verde. È il loro momento: cascate in piena, sentieri che profumano di erba e cielo, giornate che sembrano fatte apposta per camminare.

Al di là della Table Mountain – la più fotografata, la più turistica – il Paese ne nasconde molte altre, più schive, più vere. Montagne che raccontano storie di geologia e di tempo, di popoli e di animali. Dalle Drakensberg, “i monti dei draghi”, fino ai profili antichi del Magaliesberg, fino alla pietra arsa del Cederberg.

Le Drakensberg, patrimonio UNESCO, attraversano il Sudafrica come una spina dorsale. Mille chilometri di pareti, altipiani e vallate, cascate che precipitano per centinaia di metri. Sulle loro rocce gli uomini San dipinsero, migliaia di anni fa, le prime storie africane. Oggi si cammina fra le stesse pareti, su itinerari come il nuovo Northern Drakensberg Nature Way, dove lo zaino viaggia da solo e resta solo la libertà del passo.

Più a nord, a un’ora da Pretoria, il Magaliesberg ha la calma delle montagne antiche: due miliardi di anni portati con disinvoltura. Qui si vola in mongolfiera, si arrampica su quarzite, si osservano ghepardi e licaoni al De Wildt – Ann van Dyk Cheetah Centre, uno dei santuari più noti d’Africa.

A ovest, le montagne del Cederberg, due ore da Cape Town, sembrano scolpite dal vento. Archi di roccia, canyon, cieli che si accendono di rosso e, di notte, diventano una mappa di stelle. È la patria dei boulderer, gli scalatori senza corda, e un luogo dove il silenzio ha ancora un suono riconoscibile.

D’estate tutto esplode di verde, in autunno si fa chiaro e nitido, d’inverno può cadere la neve, in primavera fiorisce il fynbos. Ogni stagione cambia la voce di queste montagne, ma il senso resta lo stesso: salire per guardare lontano, e scoprire che il Sudafrica, visto dall’alto, è un altro mondo.