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Supercomputer ENEA CRESCO, 122 mln ore di calcolo per scienza e industria

Supercomputer ENEA CRESCO, 122 mln ore di calcolo per scienza e industria

Tra gli utilizzatori Cnr, ICCOM, ICSC, INFN, ITT, oltre ai principali atenei italiani

Roma, 23 feb. (askanews) – Con 122 milioni di ore di calcolo in un anno, il supercomputer ENEA CRESCO ha contributo in modo significativo alla ricerca scientifica internazionale. Oltre 200 tra centri di ricerca, atenei e imprese sono stati supportati dal supercalcolatore nelle attività condotte in diversi settori applicativi, dall’energia nucleare alla scienza dei materiali, dalla dinamica molecolare alle biotecnologie, ma anche per clima e transizione energetica e digitale. È quanto emerge dal report High Performance Computing on CRESCO infrastructure: research activity and results 2024, che ha raccolto i dati sull’utilizzo di CRESCO.

Tra i principali utilizzatori dei servizi CRESCO, centri di ricerca come Cnr, ICCOM, ICSC, INFN, ITT, oltre ai principali atenei italiani.

Tra i progetti di maggior rilievo supportati nel 2024 dal sistema ENEA di supercalcolo il progetto PNRR Divertor Tokamak Test Facility Upgrade (DTT-U), teso a migliorare l’affidabilità dei sistemi dell’impianto DTT per l’energia da fusione in costruzione presso il Centro Ricerche ENEA di Frascati (Roma). Il supercomputer consente di sviluppare modelli avanzati e simulazioni per il comportamento del plasma utilizzato nella reazione di fusione nucleare.

Le principali risorse computazionali dell’ENEA si trovano presso il Centro Ricerche di Portici (Napoli) e rimangono costantemente accessibili anche alla comunità scientifica esterna, sia pubblica che privata. CRESCO, entrato in funzione per la prima volta nel 2008, ha attualmente una potenza di picco di oltre 9 PFlops ed è costituito da 758 nodi di calcolo. A giugno 2025, CRESCO8 è entrato alla 228esima posizione della classifica Top500 dei computer più potenti al mondo e alla 134esima posizione della Green TOP500, che misura le prestazioni del supercalcolatore in rapporto all’efficienza energetica.

L’infrastruttura vanta infatti consumi energetici molto contenuti grazie a una particolare tecnologia di raffreddamento ad acqua, in grado di dissipare fino al 98% del calore prodotto dal supercomputer e di far risparmiare il 40% dell’energia.

“Il contributo di CRESCO alla ricerca è sempre in aumento, come dimostra il trend in crescita rilevato dal 2008 ad oggi”, sottolinea Giovanni Ponti, responsabile ENEA della Divisione Sviluppo sistemi per informatica e ICT presso il Dipartimento Tecnologie energetiche e fonti rinnovabili “L’avvio nel 2025 di CRESCO8 – conclude – rappresenta un passaggio strategico, in quanto il nuovo sistema HPC consente di ampliare in modo significativo la capacità computazionale a supporto delle attività di ricerca più avanzate, garantendo all’ENEA una posizione di riferimento nel panorama delle infrastrutture ad alte prestazioni messe a disposizione della comunità nazionale e internazionale”.