Era già nell’aria da tempo, ma adesso è anche ufficiale. Dopo l’annuncio delle scorse settimane di un concreto rischio di “riduzione” della flotta, ecco che Lufthansa è passata rapidamente ai fatti, tagliando 20.000 voli da qui fino a ottobre. “Solo rotte necessarie”, la sintesi dell’azienda tedesca, che si è resa protagonista del primo e più grande taglio tra le compagnie aree d’Europa e del mondo. Tutto ciò è naturalmente una diretta conseguenza del prezzo alle stelle del petrolio cherosene, più che raddoppiato dopo il conflitto in Medio Oriente.
Con questa mossa, ormai decisa e già entrata in azione, che permetterà alla compagnia di ottimizzare costi ed entrate, l’azienda risparmierà circa 40.000 tonnellate di jet-fuel in questi mesi.
La scelta di Lufthansa su rotte meno redditizie è già al via dal 20 aprile
Ad annunciare questa scelta, nell’aria ormai da diverso tempo, è stata Lufthansa stessa tramite una nota ufficiale. La misura di contenimento e successivi tagli da 20.000 rotte ha già preso vita dal lunedì 20 aprile. Queste le indicazioni dei tedeschi, con le prime rotte sospese che sono le rotte non redditizie da Monaco e Francoforte.
Conflitto in Iran, scatta anche il caro preservativi: la Karex annuncia dei rincari fino al 30%
Non soltanto il caro carburanti, l‘energia con un importante rincaro e l’acqua minerale a dei prezzi in ascesa ma un altro tipo di prodotto è pronto ad aumentare velocemente i propri prezzi a causa del conflitto in Iran. Stiamo parlando dei preservativi, con l’azienda del Mali Karex Bad, ovvero il principale produttore al mondo dei preservativi, che ha annunciato di prevedere degli aumenti dei prezzi fino al 30%, con ulteriori possibili rialzi se tutto fosse ancora bloccato alla base dell’intera catena d’origine del prodotto. Da tenere in forte considerazione anche i ritardi già in atto sulle spedizioni, con i clienti che hanno aumentato la domanda e l’azienda che in questo momento fatica a tenere il prezzo costante sulla propria proposta
“Non abbiamo altra scelta”, le parole di Goh, principale rappresentante dell’azienda malese Karex Bad. “La situazione è decisamente fragile, i prezzi sono elevati. Non abbiamo altra scelta se non quella di trasferire immediatamente i costi sui clienti“. L’azienda, ricordiamo, produce oltre 5 miliardi di profilattici l’anno ed è fornitore di marchi leader del settore come Durex e Trojan. Insomma, la catena dei rincari colpisce di nuovo.
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