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Tajani negli Usa per iniziativa multilaterale sui minerali critici

Tajani negli Usa per iniziativa multilaterale sui minerali critici

Il ministro alla Conferenza convocata da Rubio. Vance aprirà i lavori

Washington, 3 feb. (askanews) – Domani, 4 febbraio, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ospiterà “la prima Conferenza ministeriale per promuovere sforzi collettivi volti a rafforzare e diversificare le catene di approvvigionamento di minerali critici e terre rare”. L’obiettivo è quello di delineare un’alleanza strategica su questi minerali, essenziali per la produzione di veicoli elettrici, semiconduttori e componenti altamente sensibili per i settori della ricerca e della difesa, la cui estrazione e commercializzazione è oggi in buona parte nelle mani della Cina: “Questo incontro storico – ha scritto il Dipartimento di Stato iWashington, 3 feb. (askanews) – n una nota – creerà slancio per una collaborazione volta a garantire la sicurezza di questi componenti, essenziali per l’innovazione tecnologica, la solidità economica e la sicurezza nazionale”.

A Washington sono attesi i rappresentanti di numerosi Paesi europei ed extraeuropei, tra cui quelli del G7. Oltre 50 le nazioni presenti, secondo il Dipartimento di Stato. Per l’Italia arriverà nella serata di oggi il ministro degli Esteri e del Commercio Internazionale Antonio Tajani.

Per gli Usa parteciperanno il vicepresidente J.D. Vance, il Segretario di Stato Marco Rubio, l’assistente speciale del presidente e direttore senior per le catene di approvvigionamento globali David Copley e il sottosegretario di stato per gli Affari Economici Jacob Helberg. convocata dal Segretario di Stato Usa Marco Rubio, che aprirà i lavori insieme al vice presidente Usa J.D. Vance.

L’incontro – spiega la Farnesina – costituirà l’occasione per gli Stati Uniti di presentare la riconfigurazione della Mineral Security Partnership, che sarà trasformata in un’iniziativa multilaterale volta a promuovere la cooperazione in materia di estrazione, lavorazione, riciclo e resilienza delle catene di approvvigionamento dei minerali critici e per avviare un dialogo su prospettive di investimento e possibili progetti comuni.

Il ministro Tajani interverrà nella prima sessione e prenderà parte ai lavori per rappresentare la posizione dell’Italia che, come seconda manifattura d’Europa e quarto esportatore mondiale, da tempo sostiene la necessità di rafforzare la sicurezza e l’affidabilità delle catene del valore. Il titolare della Farnesina confermerà l’importanza strategica di collaborare a livello transatlantico e con uno stretto coordinamento con i Partner europei – a partire dalla Germania, come concordato dal ministro Tajani con l’omologo Wadephul durante il Vertice Italia-Germania del 23 gennaio scorso – per nuove politiche industriali a sostegno delle filiere delle materie prime critiche.

Proprio ieri il presidente Usa Donald Trump ha annunciato il lancio di un progetto per creazione di una “riserva” nazionale strategica di minerali critici ad uso industriale e commerciale. “Il ‘Progetto Vault’ (‘Cassaforte’, Ndr) garantirà che le imprese e i lavoratori americani non siano mai danneggiati da alcuna carenza”, ha spiegato il presidente. Il piano si baserà su 10 miliardi di dollari di finanziamenti concessi dalla Export-Import Bank (Exim) e su 2 miliardi di dollari provenienti da diversi big del settore privato, da Google a Stellantis. Gli Stati Uniti in realtà, già dispongono di una riserva strategica di minerali critici ma solo per l’industria della Difesa. Secondo il segretario alle risorse naturali Doug Burgum al Progetto Vault aderiranno altri 11 Paesi che, con tutta probabilità, saranno annunciati nel corso della Conferenza ministeriale di domani.

La scorsa settimana, ricorda il Guardian, era stata l’Australia ad annunciare l’intenzione di creare una riserva strategica di minerali critici da 1,2 miliardi di dollari australiani (713 milioni di euro), ritenendoli troppo vulnerabili a possibili interruzioni dell’approvvigionamento da parte della Cina, che infatti lo scorso aprile ne aveva limitato le esportazioni in rappresaglia ai dazi imposti da Trump. Tutti i Paesi, in realtà, guardano al Giappone da anni accumula attivamente riserve nel settore per rafforzare la propria resilienza contro le possibili restrizioni che la Cina potrebbe imporre.

Proprio citando l’esempio giapponese, lo scorso ottobre il nostro ministro degli Esteri, dopo un incontro con il commissario europeo al Commercio Maros Sefcovic a Villa Madama, aveva auspicato “un accordo tra Unione Europea, Stati Uniti e Giappone per far sì che la competitività a livello globale sia garantita. Le restrizioni cinesi all’esportazione delle terre rare e di altre materie prime critiche ci preoccupano”, aveva sottolineato Tajani. “Dobbiamo imparare dal Giappone: loro hanno dei siti di stoccaggio per queste materie critiche così non si ritrovano alla mercè della volatilità che colpisce il settore, perché hanno sempre hanno delle scorte. E le imprese giapponesi lavorano in sinergia con il governo, tant’è che c’è un’agenzia specializzata che ha la responsabilità di garantire un approvvigionamento strategico. Questo è un modello che dobbiamo emulare in Europa”, aveva sottolineato Sefcovic proponendo di utilizzare lo stesso schema usato in passato per l’acquisto comune di gas.

Nel corso della sua missione a Washington il ministro Tajani incontrerà anche la comunità italo-americana per il lancio di un’iniziativa benefica a favore delle regioni del Mezzogiorno colpite dal ciclone Harry, oltre a un qualificato gruppo di imprenditori italiani che operano negli Usa.