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VIDEO | Tajani a Palermo per Forza Italia e referendum: “Più cresciamo, più c’é posto per tanti”

“Se avessi dovuto dare retta a qualche giornale di sinistra, non sarei dovuto venire in Sicilia ieri e oggi”. Esordisce così, dal palco del Teatro Politeama di Palermo, il segretario di Forza Italia Antonio Tajani.

“Sembrava chissà cosa stesse succedendo in Sicilia, chissà quale cataclisma si stesse avvicinando a Forza Italia”, prosegue il ministro degli Esteri e vicepremier Tajani. Il riferimento è evidente, e di fatto le due componenti incontrate dal segretario del partito tra venerdì e sabato, tra Catania e Palermo, salvo qualche eccezione non si sono incontrate. A Palermo però Tajani ha parlato al cospetto dell’attuale vertice siciliano di Forza Italia, con Renato Schifani seduto in prima fila ed intorno a lui il segretario regionale Marcello Caruso, gli assessori Edy Tamajo e Alessandro Dagnino, il capogruppo all’Ars Stefano Pellegrino. Insieme al segretario nazionale invece la sottosegretaria per gli Affari con il Parlamento Matilde Siracusano.

Il referendum che Forza Italia non può e non vuole perdere

L’evento, intitolato su Forza Italia “da 30 anni protagonisti al servizio del Paese” prevedeva – da locandina – i tre anni di attività legislativa illustrati dal gruppo parlamentare all’Ars, ma dietro c’erano non svelati due temi più cogenti.

Uno di questi, che ha impegnato minutaggio alla mano la maggior parte del tempo negli interventi dei relatori, è il referendum sulla riforma costituzionale del 22 e 23 marzo. Una battaglia, quella per riuscire finalmente a separare le carriere in magistratura che in termini di identità di Forza Italia il partito non può e non deve perdere. Una causa sposata dal fondatore Silvio Berlusconi e che mai è stata così vicina. Soprattutto, che in caso di sconfitta in consultazione popolare difficilmente sarà riproponibile prima di qualche legislatura di centrodestra.

Malumori azzurri, Tajani: “Ci siamo confrontati su varie questioni”

L’altro tema, come da premessa del segretario nazionale del partito, è la tensione che vede barricate all’interno di Forza Italia siciliana. Nella due giorni siciliana, Antonio Tajani ha incontrato sindaci, parlamentari regionali e nazionali, senatori ed europarlamentari in un tour de force di udienze riservate nel corso delle quali Tajani ha preso le misure di quelle che sono le cause all’origine delle difficoltà regionali azzurre. “Ci siamo confrontati su varie questioni”, dice il segretario del partito che reca ancora il nome del fondatore nel simbolo.

Due giorni di audizioni per Tajani

VIDEO | Tajani a Palermo per Forza Italia e referendum: “Più cresciamo, più c’é posto per tanti”

L’evento al Politeama di Palermo è andato in scena tra una lunga conversazione tra Antonio Tajani e Renato Schifani e prima dell’incontro con il gruppo di deputati regionali.

Un’agenda fitta per il segretario, che ha esortato tutti gli iscritti militanti ad attivarsi per far votare Si al referendum sulla riforma della Giustizia, ma che tra la politica estera in un momento storico particolarmente intenso e delicato ed un sorpasso di Fratelli d’Italia anche in Sicilia, vede all’orizzonte un congresso forzista che potrebbe rieleggerlo segretario ma anche no.

La star forzista Tamajo raccoglie consenso

A Palermo, tra i forzisti in teatro, c’era anche l’europarlamentare Marco Falcone. Spiccava, tra i tanti, l’arrivo di Edy Tamajo attorniato da una mezza dozzina di collaboratori che aprivano un varco per far passare la star del giorno.

Citato da Renato Schifani nel corso del suo intervento, con riferimento al lavoro che tutti gli esponenti di Forza Italia devono fare per il bene del partito, quindi in merito alla rinuncia al seggio europeo per proseguire il lavoro da assessore in Sicilia, al nome Edy Tamajo il teatro è esploso in un applauso di intensità non paragonabile ad alcun altro applauso incluso quello conclusivo al termine dell’intervento di Tajani. Questo in un Teatro Politeama che, contrariamente alle aspettative ed anche alle iniziali impressioni, qualche decina di posti liberi in platea li ha comunque lasciati.

Forza Italia non vuole perdere Palazzo d’Orleans

“Più cresciamo, più c’é posto per tanti”, ha detto Antonio Tajani accingendosi a concludere l’intervento in cui è emerso che Forza Italia vede a rischio un secondo mandato consecutivo per la Presidenza della Regione.

Fratelli d’Italia, da sondaggio, supera il partito fondato da Silvio Berlusconi nell’Isola roccaforte azzurra sin dal ’94. Il partito ha raccolto 50 mila tesseramenti in Sicilia, con un gran lavoro di recupero da parte dei maggiori esponenti, ma ci sono ancora due anni prima delle elezioni e le diatribe interne non fanno bene all’imperativo recupero della leadership. “Noi vogliamo e dobbiamo rimanere il primo partito della Sicilia”, dice Tajani alla platea aggiungendo che “vogliamo continuare ad avere anche alle prossime elezioni la presidenza della Regione Sicilia, perché ce la siamo conquistati con i voti, ce la siamo conquistati con il buon governo ed il buon governo è di tutti”.

Congresso in vista e segretari da rieleggere

Il cerimoniere, che ha aperto l’evento dal pulpito sul palco del Teatro Politeama ed ha invitato i relatori ad intervenire – in ordine il sindaco Roberto Lagalla, il capogruppo all’Ars Stefano Pellegrino, il presidente della Regione Renato Schifani ed infine il segretario nazionale Antonio Tajani – è stato il segretario regionale Marcello Caruso.

Anche Caruso è tra gli esponenti del partito in Sicilia messo in discussione, come l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino e la collega alla Sanità Daniela Faraoni. Tutti e tre espressione del presidente della Regione che si avvale di persone di massima ed indiscussa fiducia la dove ritiene prospettarsi un fronte debole da portare sotto il proprio strettissimo controllo.

In attesa di sviluppi, o di risanamento del conflitto interno, in Sicilia Forza Italia ha visto il segretario nazionale del partito annunciare vicinanza e sostegno all’azione del governo Schifani ed il governatore della Regione fare riferimento al sostegno di Antonio Tajani per la sua rielezione al congresso.

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