Roma, 6 giu. (askanews) – Non è una Sicilia da cartolina quella raccontata in “Fango”, il nuovo documentario di Daniele Gonciaruk, selezionato in gara nella sezione “Concorso Cortometraggi – “Sguardi di Sicilia” della 72esima edizione del Taormina Film Festival, dove sarà presentato in anteprima nazionale il 14 giugno (ore 16.00) presso la Casa del Cinema.
Per Gonciaruk si tratta di un ritorno significativo: proprio al Taormina Film Festival debuttò alla regia cinematografica nel 2012 con il film indipendente “Storie Sicilian Comedy”. Oggi torna con un’opera dedicata a una delle più grandi tragedie legate al dissesto idrogeologico in Sicilia.
Già autore del documentario “Turi Ferro – L’ultimo Prospero”, presentato alla Festa del Cinema di Roma nel 2019, attore noto al pubblico per numerose interpretazioni cinematografiche e televisive – tra cui quella di Nino Bixio nel recente “L’Abbaglio” di Roberto Andò – e da anni attivo anche come regista teatrale, Gonciaruk pone al centro del suo nuovo lavoro l’alluvione che il primo ottobre 2009 devastò il villaggio di Giampilieri, frazione collinare di Messina, causando 37 vittime e lasciando dietro di sé una ferita ancora aperta nella memoria collettiva.
Attraverso un viaggio tra passato e presente, il regista torna sui luoghi della tragedia a diciassette anni di distanza, intrecciando testimonianze, memoria personale e immagini girate all’epoca dei fatti. “Fango” nasce infatti anche da un prezioso archivio personale rimasto sepolto per anni: riprese realizzate dallo stesso regista nei giorni immediatamente successivi al disastro superando divieti e difficoltà logistiche, che restituiscono una testimonianza diretta e autentica di quanto accaduto.
Suoni, voci e immagini sono assolutamente originali. Persino il rumore dei tuoni è reale, registrato dagli stessi abitanti delle zone colpite. Le interviste ai sopravvissuti si inseriscono nel flusso emotivo del racconto come frammenti di memoria: voci spezzate, esitazioni, ricordi confusi che restituiscono tutta la dimensione umana della tragedia.
“Dentro questa tragedia emerge una verità tanto semplice quanto brutale: la natura torna sempre a reclamare il proprio spazio – ha dichiarato Gonciaruk – si impone con una forza primitiva contro l’illusione del controllo umano, inghiotte case, sradica certezze e mette a nudo la fragilità delle nostre costruzioni, fisiche ed emotive”.
“Questo lavoro non cerca colpevoli né eroi – ha proseguito il regista -. Restano mani sporche di fango, occhi attoniti, oggetti quotidiani trasformati in simboli e la ricerca ostinata di una possibile rinascita”. “Fango” è prodotto da Officine Dagoruk con la collaborazione tecnica di LaserFilm e il contributo di Rai Teche.

