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Un “Tarzan in frac” dimenticato troppo in fretta. Taormina omaggia il grande Giorgio Albertazzi

Un “Tarzan in frac” dimenticato troppo in fretta. Taormina omaggia il grande Giorgio Albertazzi
Da sinistra: Catelan, Panebianco, Panzera e Toscano (cb)

A dieci anni dalla scomparsa, alla Casa de Cinema, inaugurata la mostra fotografica che celebra il suo genio

TAORMINA (ME) – La Perla dello Jonio ha omaggiato la memoria di Giorgio Albertazzi con una mostra allestita alla Casa del Cinema. “Le memorie di Giorgio”, nata per iniziativa della Fondazione Taormina Arte, ha ripercorso, attraverso i ricordi taorminesi, la carriera dell’attore e regista teatrale, guardandola anche dal punto di vista privilegiato legato alla città. Albertazzi, infatti, è stato direttore artistico di Taormina Arte dal 1995 al 2001. A dieci anni dalla scomparsa del maestro, avvenuta il 28 maggio 2016, quanti lo hanno conosciuto e frequentato più da vicino si sono ritrovati proprio a Taormina per ricordarlo e per sottolineare una necessità: Albertazzi non va dimenticato.

La moglie Pia Tolomei Di Lippa: “Finalmente qualcuno si ricorda di lui”

Un messaggio che è stato lanciato dalla stessa moglie del regista teatrale, Pia Tolomei Di Lippa, dalla Casa del Cinema: “Sono molto felice di questa iniziativa che sta facendo Taormina per Giorgio. Per adesso è l’unica, ma non solo per questo; finalmente qualcuno si ricorda di lui. Per tutto il resto dell’Italia del teatro, dello spettacolo e dei ministeri vari, Albertazzi non sembra mai esistito. Forse solo perché ha sempre detto come pensava?”. Un input colto anche dalla direttrice di NaxosLegge, Fulvia Toscano, che ha moderato l’incontro di presentazione della giornata. “La memoria è necessaria e, in questo Paese, purtroppo, dobbiamo dirlo, c’è la memoria corta. In questo senso siamo andati in controtendenza. Abbiamo voluto ridisegnare un perimetro molto importante della memoria attraverso la storia di un grande italiano, avendo anche l’orgoglio di averlo conosciuto, di averlo avuto ospite in Sicilia e di averlo come punto di riferimento nella storia attoriale e del teatro italiano”. “Giorgio Albertazzi – ha proseguito Toscano – rappresenta il grande teatro italiano e credo che Taormina Arte abbia avuto un’intuizione importante nel raccontarne la figura nel decennale della sua scomparsa e, attraverso Albertazzi, nel raccontare una stagione straordinaria che qui, a Taormina, ha visto arrivare ospiti internazionali, facendone diventare un punto di riferimento della cultura”.

Taormina Arte ricorda Albertazzi: “Era doveroso nel decennale della sua scomparsa”

A ricordare Albertazzi alla Casa del Cinema anche il sovrintendente della Fondazione Taormina Arte Sicilia, Felice Panebianco, che ha portato i saluti del commissario straordinario Bernardo Campo. “Quando abbiamo pensato, a inizio anno, al decennale della morte di Giorgio Albertazzi, è sembrato naturale immaginare un momento di dibattito in cui mettere sullo stesso palco coloro che hanno vissuto questo grandissimo artista, che ne hanno conosciuto le sfaccettature umane e professionali – ha spiegato Panebianco –. Per questo iniziamo il 2026 con questo contributo importantissimo. Era doveroso, nel decennale della sua scomparsa, organizzare un giusto momento di confronto e di dibattito sulla sua figura, ripercorrendo le sue orme qui a Taormina”.

Il lungo excursus a tante voci, intervenute nell’atmosfera intima della Casa del Cinema, ha fatto riemergere il legame di Giorgio Albertazzi con Dario Fo e Franca Rame, gli incroci con Federico Fellini e gli inizi con Luchino Visconti. Sono state ricordate anche le collaborazioni taorminesi con l’attrice catanese Donatella Finocchiaro. A dare il là alla giornata è stato l’intervento dell’ex sovrintendente di Taormina Arte, Ninni Panzera.

Gli anni della crisi e il rilancio di Taormina Arte con Albertazzi direttore artistico

“Siamo andati in pianura solo qualche volta. Prima di tutto faccio una premessa che vuole essere affettuosa. Ogni persona lascia dei ricordi; quello che conservo di lui è l’immagine di una persona di grande sensibilità, un grandissimo affabulatore, una persona perbene e seria, con cui abbiamo condiviso tante cose belle e tante asperità”. Albertazzi approdò a Taormina nel 1995, scontrandosi con diverse difficoltà economiche dovute ad alcuni passaggi disattenti da parte delle istituzioni siciliane verso la cultura e il teatro.

Il suo arrivo coincise con la prima grande crisi di Taormina Arte. Il 1995 fu uno di quei momenti. Fu uno degli anni in cui la Regione siciliana decise di non assegnare il contributo annuale. La stagione si salvò perché gli enti locali – allora l’associazione era un comitato composto dal sindaco di Taormina, dal sindaco di Messina e dal presidente della Provincia – misero mano ai bilanci e intervennero con un miliardo e 200 milioni di lire: 600 milioni il Comune di Messina e 600 milioni il Comune di Taormina. La stagione durò una ventina di giorni e non oltre due mesi”. “Anche nel 1996 – ha ricordato Panzera – non venne stanziato il contributo e gli enti locali non poterono intervenire. Ci pensò un grande assessore al Turismo, Nino Strano, che propose un disegno di legge approvato all’Ars. Per la prima volta venne istituito un capitolo di bilancio, ancora oggi esistente, con un contributo inizialmente triennale e poi annuale, che consentì a Taormina Arte di uscire dalla precarietà“.

Con Giorgio Albertazzi, Taormina Arte ha acquisito resilienza.”Il 1997 fu un anno magico. Nel 1998 si sperimentò una stagione estiva basata esclusivamente su eventi in grado di autofinanziarsi. Nel 2000 il Comitato Taormina Arte fu costretto a rivedere le logiche di programmazione del Teatro Antico perché, a livello ministeriale e regionale, era diventato necessario documentare la presenza del pubblico e gli incassi. Nel 2001 arrivò una grande svolta: si riuscì a superare i 500 milioni di lire di incasso“.

“Un Tarzan in frac”: il ricordo di Maura Catalan e la mostra fotografica

A Taormina, Maura Catalan, attuale direttrice amministrativa del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, ha portato anche la propria gratitudine verso Giorgio Albertazzi. Un intervento che ha poi chiuso l’incontro, aprendo la prima visita della mostra fotografica.”C’è una linea che unisce me, Taormina, Trieste e Giorgio. Ci siamo conosciuti nel 1988, quando girava per la Rai Il potere degli angeli. Nel 1991 lo rividi in teatro per Re Lear, durante la tournée invernale, e trovai un caos totale. ‘Forse ti serve un assistente alla regia?’, gli domandai. Da lì è iniziata la nostra collaborazione”. “Tre anni fa il centenario della sua nascita è passato sotto silenzio. Giorgio Albertazzi era un grande, con tutte le sue contraddizioni, di cui lui stesso era cosciente. Del resto lui stesso si definiva un Tarzan in frac“.