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Tava Tepe 2026: “torna a casa” la missione UniCt in Azerbaijan

Tava Tepe 2026: “torna a casa” la missione UniCt in Azerbaijan
Il team del professore Laneri

La ricerca archeologica condotta dal team del professore Laneri ha portato alla scoperta di una cucina cerimoniale usata per secoli nell’Eta del Bronzo

CATANIA – Torna a casa la missione Tava Tepe dell’Università di Catania. Il professore Nicola Laneri e il suo team riportano alla luce nuovi livelli della struttura cerimoniale in Azerbaijan, usata per secoli dalle comunità nomadi dell’Età del Bronzo per cucinare, mangiare e rafforzare i legami sociali.

Una cucina cerimoniale ricostruita più volte nel corso dei secoli, con forni, stoviglie e resti dei pasti delle fasi precedenti conservati all’interno delle nuove strutture. È quanto emerso dall’ultima missione archeologica a Tava Tepe, nella regione di Agstafa, nell’Azerbaijan occidentale, condotta dal team italo-azero guidato da Nicola Laneri dell’Università di Catania e Bakhtiyar Jalilov dell’Accademia delle Scienze di Baku.

La missione archeologica rientra nel progetto condotto in collaborazione tra l’Università di Catania, l’Accademia delle Scienze dell’Azerbaijan e il Center for Ancient Mediterranean and Near eastern studies di Firenze, con il sostegno del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale.

La struttura cerimoniale di Tava Tepe e la cucina rituale dell’Età del Bronzo

Le nuove indagini hanno permesso di accertare che la struttura circolare in terra cruda scoperta nel 2024, databile tra il 1500 e il 750 a.C., non costituiva un episodio isolato, ma rappresentava la fase più recente di uno spazio destinato per secoli alla preparazione e alla condivisione rituale del cibo.

Lo scavo, al quale hanno partecipato ricercatori e studenti dell’Università di Catania e dottorandi della Sapienza Università di Roma, ha individuato nello strato più antico un grande braciere circolare, probabilmente utilizzato come focolare principale. Intorno erano disposti vasi da cottura, altre installazioni e recipienti. All’interno di un forno ancora colmo di cenere è stata rinvenuta anche una serie di ciotole.

La cucina era realizzata su un terrazzamento in terra battuta, sopraelevato rispetto al terreno circostante, e doveva essere protetta da una copertura probabilmente in legno e frasche. Una configurazione architettonica che, secondo gli archeologi, non trova al momento confronti nei siti finora indagati nel Caucaso.

Le analisi scientifiche dei residui organici conservati nei recipienti stanno inoltre fornendo indicazioni sugli alimenti consumati. Tra questi è stata individuata una preparazione a base di miglio, simile a una polenta e addolcita con miele, servita prevalentemente insieme a carne bovina.

I reperti archeologici e il ruolo di Tava Tepe nel Caucaso

Nelle aree circostanti sono state rinvenute capanne con pavimenti in calcare battuto, strutture lignee e spazi destinati alla lavorazione degli alimenti. Tra i reperti figurano anche stampi in terracotta decorati, le cosiddette pintaderas, che potrebbero essere stati utilizzati per imprimere motivi geometrici sul pane durante la panificazione.

I nuovi risultati completano il quadro emerso con la campagna del 2024, quando gli archeologi avevano individuato una struttura circolare in terra cruda con una cucina centrale articolata in otto installazioni, tracce di combustione, vasellame e recipienti in ceramica brunita nera.

Lo scavo aveva restituito anche gettoni d’argilla con impronte digitali, interpretati come possibili “ricevute” per la distribuzione di razioni alimentari, un secondo forno probabilmente destinato alla panificazione e un’area esterna con resti ossei di bovini, ovini e suini e frammenti ceramici. Erano state inoltre rinvenute figurine umane deposte in fosse votive e le tracce di un ingresso monumentale sostenuto da colonne lignee.

L’insieme dei reperti aveva portato gli archeologi a interpretare Tava Tepe come un punto di sosta e aggregazione utilizzato dalle comunità che, durante l’Età del Bronzo Tardo e l’Età del Ferro Antico, si spostavano lungo il corso del fiume Kura e attraverso il Caucaso.

Le dichiarazioni del professore Nicola Laneri

“La scoperta recente – ha spiegato Laneri – offre una nuova prospettiva sulla vita delle comunità dell’Età del Bronzo che si spostavano lungo il corso del fiume Kura. Tava Tepe potrebbe essere stato un luogo d’incontro nel quale gruppi diversi si riunivano periodicamente per cucinare, mangiare e consolidare relazioni sociali attraverso la condivisione del cibo”.