Tavolo tecnico tra le varie istituzioni per il recupero della Zona Falcata - QdS

Tavolo tecnico tra le varie istituzioni per il recupero della Zona Falcata

Lina Bruno

Tavolo tecnico tra le varie istituzioni per il recupero della Zona Falcata

venerdì 14 Giugno 2019 - 00:00
Tavolo tecnico tra le varie istituzioni per il recupero della Zona Falcata

Comune, Autorità portuale e associazioni si sono riunite su proposta della Marina militare. Si cerca un percorso condiviso in cui ogni soggetto dovrà svolgere la propria parte

MESSINA – La Marina militare potrebbe dare un importante input per il recupero e la valorizzazione dell’intero patrimonio storico artistico della Zona Falcata.

Il tavolo tecnico che si è svolto la scorsa settimana nella sala riunioni di Marisuplog ha posto l’attenzione sugli interventi di tutela da effettuare sui siti monumentali che si trovano all’interno della Base navale di Messina, ma la metodologia che si vuole seguire potrebbe essere riproposta, per esempio anche per il complesso fortificato della Real Cittadella, finora poco attenzionato proprio da chi istituzionalmente è preposto alla salvaguardia dei Beni storico-artistici.

I rappresentanti della Soprintendenza, del Comune, dell’Autorità Portuale, delle associazioni di promozione culturale attraverso Forti e Castelli, sono stati invitati a sedersi attorno a un tavolo dai vertici della Marina militare per trovare un percorso comune, vista la complessità delle competenze sull’area e trovare soluzioni. Ogni istituzione dovrà fare la sua parte, per realizzare interventi non più rinviabili e che consentiranno la fruizione in sicurezza del vasto complesso. L’Authority non era presente ma lo sarà nei prossimi incontri, visto il ruolo che riveste in tutta la Zona Falcata.

Pare che sia stato direttamente il contrammiraglio Andrea Cottini, da dicembre al Comando ad Augusta di Marisicilia, a caldeggiare l’istituzione di un tavolo tecnico e che vi abbia anche contribuito il nutrito gruppo dei parlamentari messinesi del M5s, con in testa la senatrice Barbara Floridia, componente della Commissione permanente Istruzione e Beni culturali. Gli esponenti del Movimento 5 stelle hanno promesso il loro fattivo impegno affinché l’intera area della Falce sia valorizzata e riconsegnata ai cittadini.

Intanto si comincia con i monumenti interni alla base navale, finora al riparo dall’incuria e resi fruibili grazie alla funzione di custodi assunta dagli uomini della Marina militare, che dopo gli ultimi interventi della Soprintendenza, qualche decennio fa, hanno vigilato e accolto i visitatori. All’interno sono anche allestite tre mostre permanenti, una dedicata agli eroi della Marina militare italiana, l’altra sulla cartografia dello Stretto di Messina dal sedicesimo al diciannovesimo secolo – con oltre duecento stampe donate dallo storico Franz Riccobono – e infine quella sulla storia dei fari.

“Dopo il restyling del sito internet del Forte del Santissimo Salvatore – ha commentato Barbara Floridia – dove sono disponibili tutte le informazioni utili per la visita del bene, una ricca galleria fotografica e un video divulgativo realizzato dalla Marina militare, adesso si deve pensare alla fruizione. Il percorso iniziato con l’istituzione del Tavolo tecnico dovrà prevedere un protocollo d’intesa con un crono programma degli interventi e il ruolo che dovranno rivestire le istituzioni competenti”.

Le azioni di manutenzione e riqualificazione, secondo uno studio preliminare fatto dagli uffici tecnici della Marina, dovranno riguardare il Forte Campana, la Lanterna di San Raineri, il Castello del Principe, la Porta Spagnola. Particolare attenzione dovrà essere prestata alla Stele votiva di 53 metri che sorregge la statua della Madonna della Lettera, simbolo della città. In questo caso sono previsti interventi di manutenzione straordinaria che ne garantiscono la sicurezza. La struttura, costruita nel 1934, mostra segni di usura e a preoccupare principalmente sono le crepe che si sono aperte su buona parte della superficie. Saranno necessari complessivamente, secondo una prima stima, oltre 100 milioni di euro, risorse che dovrebbero arrivare da finanziamenti regionali o europei, ma per il momento si deve stabilire di cosa si dovrà occupare ogni Ente coinvolto e quindi procedere con la progettazione. Hanno mostrato tutti piena disponibilità, considerando positiva, di fronte al generale disinteresse, l’iniziativa promossa dalla Marina militare.

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