Potenziamento delle rete di telefonia e internet che da oltre un decennio serve le sedi della Città Metropolitana, i Comuni e le scuole superiori della provincia, ma anche una serie di servizi innovativi che puntano a garantire un maggiore controllo del territorio in quei settori che, a seconda della stagione, finiscono per trasformarsi in criticità.
È questo il cuore di un project financing aggiudicato nei giorni scorsi dalla Città metropolitana. A proporlo sono state le società Mandarin e Cellnex Italia, quantificando il valore dell’investimento in oltre 17 milioni di euro su un periodo di 15 anni. La convenzione è stata al centro di una gara d’appalto, celebratasi tra ottobre e fine gennaio, e a cui hanno partecipato soltanto le due ditte proponenti. Un fenomeno, quello dell’assenza di concorrenti, che è molto comune nel mondo degli appalti pubblici quando in ballo ci stanno i project financing, considerato che tale modalità prevede il diritto di prelazione per il soggetto che redige la proposta alle condizioni fornite dall’operatore che presenta l’offerta economica migliore.
“Nel 2013 la Città metropolitana ha realizzato una rete telematica con estensione a livello provinciale, sulla quale veicolare i servizi dati, fonia e altri servizi dell’ente. La scelta – si legge nella relazione descrittiva del progetto – ha consentito di assicurare la gestione e conduzione dei servizi Ict, nonché lo sviluppo di una rete su scala provinciale che ha generato valore per il territorio. Grazie alla rete telematica provinciale è stato anche possibile portare servizi di connettività a larga banda dove nessun operatore di telecomunicazioni era interessato, in quanto zone a fallimento di mercato”.
Rete telematica provinciale e servizi di cybersicurezza
Attualmente la rete telematica, oltre al servizio di connettività per le sedi dell’ex Provincia di via Nuovaluce a Tremestieri, le Ciminiere e Palazzo Minoriti a Catania, via Zangrì a Gravina e via Principessa Maria Josè a Caltagirone, si occupa del servizio di cybersicurezza anche negli oltre cento istituti superiori, il sistema di videosorveglianza, e il servizio hotspot wi-fi nei Comuni.
Guardando al futuro, il progetto presentato da Mandarin e Cellnex Italia e apprezzato dalla Città metropolitana, c’è chiaramente l’intelligenza artificiale e l’utilizzo di tecnologie da applicare ai principi di sorveglianza. “Gli scenari e gli ambiti all’interno dei quali si potrebbero implementare servizi sono molteplici”, viene spiegato nella relazione.
A riguardo viene presentato un elenco che si specifica non essere esaustivo: “Prevenzione e repressione del fenomeno delle discariche abusive, controllo del traffico nelle principali arterie provinciali, fruibilità di parchi e siti turistici in aree rurali e montuose, rilevamento incendi, mitigazione del rischio idrogeologico, tutela patrimoni naturali e beni culturali, efficientamento energetico”.
Intelligenza artificiale e controllo del territorio
Per quanto riguarda il contrasto dell’abbandono dei rifiuti la proposta è quella di installare sensori in grado di acquisire e trasmettere dati e la relativa piattaforma di elaborazione. “Si propone un servizio di supporto decisionale, in grado di fornire dati utili alle autorità preposte per la prevenzione e il contrasto del fenomeno stesso – si legge -. Il servizio proposto acquisisce informazioni dai sensori sul territorio, ne elabora le informazioni, e fornisce in uscita informazioni di supporto alle decisioni rispetto ai provvedimenti che le autorità preposte devono intraprendere. Ogni sensore di campo sarà dotato di un dispositivo di rilevamento in grado di identificare un veicolo, riconoscere una targa, rilevare pattern di dati per innescare l’invio di segnalazioni o allarmi verso la piattaforma software. Tutti i dati provenienti dai sensori di campo saranno georeferenziati e elaborati dalla piattaforma software, che mediante funzionalità di analisi video e intelligenza artificiale, sarà in grado di generare dati significativi rispetto ad ogni evento rilevato”.
L’idea è quella di creare un’app che consenta agli stessi cittadini di inviare segnalazioni circostanziate: “Le specifiche in termini di copertura del territorio soprattutto nelle zone rurali e extraurbane consentono di attivare questo tipo di servizio ad esempio nei territori del parco dell’Etna, nell’Oasi del Simeto, nella Riserva Orientata di Fiumefreddo e in generale in tutti i contesti rurali ed extraurbani interessati dal fenomeno dell’abbandono di rifiuti”.
Discorso simile viene fatto sia per il monitoraggio del traffico che per le azioni utili a intercettare gli incendi. In quest’ultimo caso si prevede di termocamere che, unite a sensori di fumo, “si accorgono della variazione della composizione degli elementi chimici presenti nell’aria e della presenza di prodotti della combustione” e sulla base di ciò “possono contribuire a ridurre drasticamente i tempi di rilevamento dell’incendio e intervento”.
Costi e canoni del project financing
Tutto ciò chiaramente non sarà gratuito. Il project financing prevede che a fronte di una spesa fatta dal privato quest’ultimo possa rientrare dall’intervento e ottenere il margine di guadagno. Dando un’occhiata al listino prezzi finito a base di gara si legge, per esempio, che il canone annuo per la connettività e il servizio fonia per ogni scuola sarà di 2.200 euro, mentre per le singole sedi della Città metropolitana il prezzo sale a 4.560 euro.
Per il servizio di prevenzione e repressione del fenomeno dell’abbandono dei rifiuti si legge che l’attivazione – fornitura di hardware, piattaforma software e veicolo attrezzato – sarà di 46.200 euro, mentre il canone annuo per il primo triennio di 158.900 euro, dopo il quale per ogni singola annualità scenderà a 101.105 euro.

