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Terme Merano, a vent’anni dall’apertura non sono più solo terme

Terme Merano, a vent’anni dall’apertura non sono più solo terme

Residenti, EarthCheck e nuovi spazi: meno hotspot, più città

Milano, 29 mar. (askanews) – Un lunedì mattina di primavera, e le piscine sono già frequentate. Fuori, nella zona estiva che aprirà ad aprile, gli operai lavorano sui cinque ettari di superficie esterna: manutenzione accurata, ogni anno, prima della stagione. Una splendida giornata di sole.

Merano diventa città termale due volte: la prima nel 1836, quando il medico Johann Nepomuk Huber pubblica i vantaggi del suo clima mite e Sissi inizia a portarci la corte asburgica; la seconda nel 1933, quando nei pressi della città viene scoperta una sorgente di acqua radioattiva contenente radon, utilizzata poi per trattare disturbi respiratori e reumatici. L’acqua sale dal Monte San Vigilio, sopra Lana, attraverso un tunnel di 1.200 metri, ed è captata dal 1966. Le terme vere e proprie aprono nel 1972; il cubo di vetro e acciaio firmato da Matteo Thun sul Passirio, quello attuale, il 3 dicembre 2005.

A vent’anni da quella inaugurazione, Terme Merano allarga il perimetro: sostenibilità, fitness, area medical. Le piscine e le saune restano il cuore della struttura, ma oggi il quadro comprende anche una nuova stagione di interventi sugli spazi. La direzione è quella di una struttura che punta a contare non solo come meta turistica, ma come servizio stabile dentro la città.

Il ventennale è servito anche a fare i conti con l’impatto sul territorio. Secondo lo studio illustrato nel novembre 2025 dall’economista Friedrich Schneider dell’Università Johannes Kepler di Linz, nel periodo 2006-2024 Terme Merano ha generato 643 milioni di euro di spesa con ricaduta diretta sull’economia locale, con un effetto sul PIL provinciale stimato in circa 860 milioni di euro. Lo stesso studio attribuisce alla struttura un contributo alla creazione o al mantenimento di 6.700 posti di lavoro nella provincia di Bolzano e indica in 31 milioni di euro gli investimenti effettuati dal 2006.

I numeri aiutano a capire l’impatto sul territorio della struttura. Dall’apertura Terme Merano ha accolto oltre 7,2 milioni di ospiti. Nel solo 2025 ha registrato 359.777 presenze nell’area piscine, 185.276 accessi alla sauna, 11.220 trattamenti MySpa, 1.326 iscritti al Fitness Center e 14.084 inalazioni nell’area medical. Cifre che tracciano una struttura che ha superato da tempo i confini del classico stabilimento termale.

“Terme Merano è una realtà che tiene insieme più funzioni. Siamo al servizio dei residenti di Merano e dell’Alto Adige, ma anche dei turisti che arrivano da fuori. Per noi è importante restare un luogo vissuto anche da chi abita qui, perché non vogliamo diventare soltanto un hotspot turistico”, dice ad askanews la direttrice Adelheid Stifter.

È probabilmente questo il punto più interessante del bilancio dopo vent’anni. La struttura è aperta 365 giorni all’anno e cerca di non dipendere solo dal turismo. In più occasioni i vertici di Terme Merano hanno insistito sul peso dell’utenza locale e sulla capacità della struttura di lavorare durante tutto l’anno, senza risentire troppo dell’alternanza delle stagioni.

Anche l’evoluzione dell’offerta va letta in questa chiave. Nel 2018 un ampliamento ha aggiunto nuovi spazi relax, fire lounges, una terrazza con Roof Whirlpool panoramico e Pool Suites affacciate sulla sala bagnanti; negli anni successivi il Fitness Center e la Medical Area hanno assunto un peso crescente accanto alla dimensione termale classica. Le inalazioni restano uno dei reparti più rilevanti, mentre il fitness allarga il profilo della struttura verso un modello più ibrido, tra benessere, attività fisica e salute.

Sul fronte ambientale, Terme Merano è stata la prima struttura termale al mondo a ottenere la certificazione EarthCheck – uno dei principali standard internazionali per il turismo sostenibile – riconoscimento arrivato nel 2023 e confermato nel 2025 al livello Silver. Tra gli interventi dell’anno figurano il rinnovo dell’illuminazione della sala bagnanti con tecnologia LED, il riciclo dei mozziconi con Re-Cig e il recupero delle bottiglie in PET con RecoPet. Il Bio Nature Pool, laghetto balneabile con filtraggio interamente biologico, ha ottenuto il secondo posto all’IOB Pondy Award di Vienna 2025 nella categoria delle piscine pubbliche con trattamento biologico.

“Da quando abbiamo ottenuto la certificazione siamo diventati ancora più attenti. Ogni investimento viene valutato anche dal punto di vista ambientale. Per noi è importante che la sostenibilità sia concreta, vissuta davvero nella gestione quotidiana, e che non si riduca a greenwashing”, afferma Stifter. Il punto, qui, è capire quanto la certificazione abbia inciso davvero sul modo di lavorare. Nella risposta della direttrice EarthCheck viene raccontato come un metodo di lavoro, prima ancora che come un riconoscimento.

Anche la clientela, osserva Stifter, è cambiata. “È diventata molto più sensibile. Quando si parla di massaggi o di trattamenti, i clienti vogliono sapere chi li esegue e quali prodotti vengono utilizzati. C’è molta più attenzione anche al tema della sostenibilità, alla direzione che stiamo prendendo e agli investimenti fatti negli ultimi anni”.

Quanto ai prossimi interventi, la direttrice indica cantieri già aperti e un progetto più ambizioso. “Stiamo lavorando a diversi interventi. In questo momento abbiamo un piccolo cantiere aperto: stiamo sostituendo tutte le docce e rifacendo una parte della sauna. Più avanti abbiamo in mente un progetto più grande, con l’aggiunta di un ulteriore piano”.

Per il 2026 è prevista anche una nuova zona neve nell’area sauna e il rinnovo del parco giochi del Parco delle Terme con criteri di sostenibilità. Segnali di continuità, più che di svolta, per una struttura che dopo vent’anni continua a investire e a ridefinire il proprio profilo tra turismo, uso locale, salute e ambiente.