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Il brusco risveglio nel Catanese, crolli per il terremoto: la situazione a Ragalna

Il brusco risveglio nel Catanese, crolli per il terremoto: la situazione a Ragalna
In foto la chiesa madre di Ragalna

L’amministrazione comunale ha immediatamente attivato il Centro Operativo Comunale e disposto la chiusura delle scuole per “precauzione”.

Un terremoto di intensità media, 4,5 di magnitudo, con epicentro vicino Ragalna, a una profondità tale da essere stato avvertito in tutta la costa ionica. È stato brusco il risveglio dei catanesi quello del 4 marzo: alle 7,05, secondo quanto registrato dagli strumenti dell’Istituto, la terra ha tremato in tutta la provincia di Catania. L’epicentro non lontano da Ragalna e la profondità di appena 4 chilometri lo hanno fatto percepire nettamente dagli abitanti della fascia etnea, dei paesi pedemontani e in città.

Terremoto con epicentro a Ragalna e avvertito in tutta Catania, i danni

“Il terremoto, molto probabilmente causato dalla faglia Calcerana e altre, è stato seguito da altre scosse – ha comunicato su Facebook il capo della Protezione civile regionale, Salvo Cocina. Che parla di “faglie note e censite nei nostri studi di microzonazione sismica di 3’ livello che si confermano avanzati e molto attendibili”.

Fortunatamente non si sono registrati feriti né particolari danni, eccetto che nell’area di Ragalna e zone limitrofe, dove si sono verificati crolli di muri sulle strade e di tetti in case disabitate, distacchi di calcinacci e altre criticità che hanno richiesto l’intervento dei vigili del fuoco. “Un risveglio pesante per la nostra comunità – ha dichiarato il sindaco Nino Caruso -. Abbiamo avuto danni nelle strutture pubbliche e soprattutto in quelle private”. Tra gli edifici danneggiati, la chiesa di santa Barbara e le abitazioni della zona di via Villaggio san Francesco.

Scuole chiuse e autorità in azione

Tre squadre operative del comando provinciale di Catania e tre funzionari tecnici, hanno effettuato verifiche strutturali negli edifici che hanno subìto danni dopo le scosse e dove si sono verificati crolli parziali, al fine di valutarne l’entità e garantire la sicurezza della popolazione. L’amministrazione comunale ha immediatamente attivato il Centro Operativo Comunale.

A Catania, il terremoto è stato nettamente avvertito, tanto da aver spinto il sindaco Enrico Trantino a chiudere le scuole per precauzione. “La scossa che abbiamo registrato ci invita a essere estremamente cauti e a predisporre i controlli negli istituti scolastici”, ha detto il primo cittadino a caldo, sui social, anticipando l’ordinanza di chiusura delle scuole per permettere puntuali verifiche. “Abbiamo posto l’attenzione su alcuni casi particolari che ci hanno segnalato – ci ha spiegato l’assessore con delega alla Scuola, Andrea Guzzardi. Fortunatamente non si è verificato nulla di particolare – ha proseguito – ma la preoccupazione ha spinto alcuni dirigenti a chiamarci”.

Pochi casi in scuole dell’area urbana. “Nulla di che, se non fessurazioni già esistenti”, ha evidenziato Guzzardi, che ha sottolineato come l’ordinanza di chiusura delle scuole sia stata voluta soprattutto per evitare pericoli alla popolazione studentesca. “Nel giro di poco tempo possono sempre verificarsi scosse di assestamento: se ce ne fosse stata una con i ragazzi nelle aule, magari più forte, avrebbe potuto essere un problema. È stata una precauzione”, ha ribadito.

Nessun particolare problema per la Protezione civile comunale, già messa alla prova in occasione del ciclone Harry. Come ci ha confermato l’assessore con delega specifica, Daniele Bottino. “Nessuna segnalazione importante né situazioni eclatanti negli uffici pubblici – ha detto -. Il Piano di protezione civile è aggiornato, è passato dal Consiglio comunale alla fine del 2024, dunque siamo preparati”. Ciò non toglie che l’attività di formazione e informazione della popolazione sia essenziale.

“Da quando c’è stata l’emergenza dovuta al ciclone, sto cercando di avviare l’iter per organizzare manifestazioni in città ed eventi dedicati alle scuole con le associazioni e i sei municipi per farne una in ogni circoscrizione. Ci stiamo lavorando”, ha concluso Bottino.