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Test rapidi, centinaia di medici di famiglia restituiscono tesserino Fimmg

Lo avevano annunciato il giorno in cui è stato firmato l’accordo sui test rapidi da medici di famiglia e pediatri di libera scelta: in disaccordo con il sindacato di riferimento, oggi centinaia di professionisti hanno deciso di restituire la tessera sindacale alla Fimmg (Federaziona nazionale dei medici di medicina generale) in segno di protesta contro l’accordo stesso e le “modalità non democratiche con cui è stata presa la decisione”.

Il tam tam dei medici di famiglia contrari all’accordo era partito nei giorni scorsi sui social fino ad arrivare alla costituzione del “Gruppo Orgoglio”: “Già da tempo non ci sentiamo rappresentati affatto da un Sindacato , che prende decisioni a nome nostro, senza consultarci e senza tutela di noi operatori in prima linea, specie nell’attuale situazione pandemica”, si legge in una nota.

“Fra le altre cose – aggiungono – non abbiamo condiviso la scelta di far fare i test sierologici agli insegnanti e ai dipendenti delle istituzioni scolastiche, perché test poco affidabile dal punto di vista diagnostico, studi medici in gran parte poco adatti allo scopo e test basato sulla volontarietà degli operatori scolastici, non sugli alunni e non ripetuto periodicamente e con Dpi incongrui ed insufficienti. A cosa serve saggiare la presunta positività o negatività, se viene fatta un’indagine epidemiologica ad inizio anno scolastico soltanto e solo su personale volontario, esclusi gli alunni?”.

I medici di famiglia in disaccordo ribadiscono comunque la disponibilità “ad effettuare i tamponi rapidi presso idonei locali messi a disposizione dalle asl e con tutti i requisiti previsti per l’esecuzione di un esame diagnostico ad alto rischio”.