Timori per l’ospedale di Gela ma l’Asp getta acqua sul fuoco - QdS

Timori per l’ospedale di Gela ma l’Asp getta acqua sul fuoco

Liliana Blanco

Timori per l’ospedale di Gela ma l’Asp getta acqua sul fuoco

sabato 09 Luglio 2022 - 08:14


Dopo le proteste dei giorni scorsi circa presunte smobilitazioni di uno o più reparti, i vertici della sanità nissena hanno chiarito la loro posizione rassicurando tutti sul futuro del Vittorio Emanuele

GELA (CL) – Sembra quasi rischi di diventare una lunga agonia quella dell’ospedale Vittorio Emanuele: negli anni novanta contava 350 posti letto ed era in ascesa verso l’aziendalizzazione con i reparti di emergenza come Tac, Rianimazione e Unità coronarica. Oggi, invece, la struttura sembra in una fase di ridimensionamento.

Tagli di posti letto, reparti dimezzati, alcuni cancellati del tutto, come la Psichiatria o a tratti come Malattie infettive e Urologia. Da anni si attende la struttura complessa di Senologia. Insomma, i servizi non sembrano essere più quelli di una volta e la stessa immagine del nosocomio sembra essersi ridimensionata. Così il paziente tende ad andare altrove per curarsi e le Direzioni, carte alla mano, presentano numeri poco incoraggianti. E così il timore di una chiusura torna a incombere sulla popolazione gelese e del comprensorio, mentre la politica non sembra in grado di trovare soluzioni utili a invertire una tendenza preoccupante.

L’ultimo episodio qualche giorno fa, quando si è tornato a parlare della possibile chiusura del reparto di Terapia intensiva. Il comitato Sos Ospedale ha organizzato un sit in di protesta e il sindaco Lucio Greco ha contattalo l’Asp per un incontro alla ricerca di risposte. Risposte, con tanto di assicurazioni, che sono arrivate dai vertici dell’Asp. “Il reparto è funzionante – ha affermato il direttore generale dell’Asp di Caltanissetta, Alessandro Caltagirone – ma non si può accettare che si diffondano voci tanto infondate e di conseguenza manifestazioni senza giustificazione”.

Ma la coordinatrice del comitato Sos Ospedale, Luciana Carfì, ha rilanciato spostando l’oggetto del confronto su un più generale presunto ridimensionamento del nosocomio: “Stiamo assistendo a una smobilitazione progressiva. Qui si devono espletare i concorsi, riaprire la mobilità. Facciamo le proteste perché i servizi che mancano li viviamo sulla nostra pelle. Non possiamo permetterci di giocare con la salute dei cittadini. Vogliamo risposte”.

Liliana Blanco

Articoli correlati

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta

Ediservice s.r.l. 95126 Catania - Via Principe Nicola, 22

P.IVA: 01153210875 - Cciaa Catania n. 01153210875


SERVIZIO ABBONAMENTI:
servizioabbonamenti@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/372217

DIREZIONE VENDITE - Pubblicità locale, regionale e nazionale:
direzionevendite@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/388268-095/383691 - Fax 095/7221147

AMMINISTRAZIONE, CLIENTI E FORNITORI
amministrazione@quotidianodisicilia.it
PEC: ediservicesrl@legalmail.it
Tel. 095/7222550- Fax 095/7374001