Home » Askanews » Tiozzo: con caro gasolio spese in più 45mila euro a peschereccio

Tiozzo: con caro gasolio spese in più 45mila euro a peschereccio

Tiozzo: con caro gasolio spese in più 45mila euro a peschereccio

Subito piano riforme strutturali per l’intero comparto ittico

Roma, 22 set. (askanews) – Sblocco dei fondi per il credito d’imposta sul carburante e appello per un piano di riforme strutturali a tutela dell’intero comparto ittico. Confcooperative Agroalimentare e Pesca accoglie positivamente la pubblicazione del decreto del Masaf che libera circa 7 milioni di euro a favore di 1.937 imprese della pesca per calmierare i costi di gasolio e benzina, ma rilancia la necessità di interventi a lungo termine.

“Una boccata di ossigeno per i nostri pescatori che vedono nel credito di imposta uno strumento fondamentale per far fronte all’aumento del costo del carburante, che nell’ultimo anno ha fatto registrare una spesa supplementare di +45 mila euro per un peschereccio a strascico medio – dichiara Paolo Tiozzo, vicepresidente di Confcooperative Agroalimentare e Pesca – Lo sblocco dei fondi destinati a questa misura è un intervento che avevamo sollecitato con forza per evitare il rischio di un blocco delle marinerie, come sta già avvenendo in Francia. Apprezziamo quindi la risposta del Governo per fronteggiare questo momento di profonda crisi”.

Nonostante il via libera ai contributi (pari al 20% della spesa sostenuta e con 10 milioni di euro complessivamente stanziati), dall’organizzazione cooperativa arriva il richiamo sulle criticità che continuano a gravare sulle marinerie italiane. “Alla luce delle criticità strutturali – prosegue Tiozzo – si rende indispensabile un’azione di coordinamento rafforzato tra le istituzioni centrali, le Regioni e le organizzazioni di rappresentanza del comparto. La salvaguardia della filiera ittica, delle cooperative e delle imprese non può prescindere da un piano straordinario che affronti contestualmente il costo dei fattori produttivi, la sburocratizzazione degli aiuti e la tutela del reddito degli operatori”.

“Le linee guida operative e gli indirizzi strategici elaborati nei tavoli di confronto – conclude il vicepresidente di Confcooperative – richiedono ora una traduzione tempestiva in provvedimenti normativi concreti, capaci di dare certezze alle imprese che operano sui mercati e lungo le coste italiane, scongiurando il rischio di un abbandono irreversibile delle attività”.