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Pino Grimaldi

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sabato 26 Settembre 2020 - 00:00

Elezioni: nella bella Italia nessuno perde mai e tutti vincono.
Previsioni e sondaggi andati in malora, sconfessati timorosi ed entusiasti e, con il 53,84% di votanti, le elezioni di domenica scorsa fatte di presunte spallate e temute umilianti sconfitte non scalfiscono il governo che – già detto una settimana fa – rimane a fluttuare nel mare della politica fino alla scadenza fisiologica della XVIII legislatura, marzo 2023.
Il numero di 400 deputati e 200 senatori non è nuovo in Italia. Nel 1929 il Governo Mussolini ridusse i deputati da 535 a 400 non toccando i Senatori che erano di nomina regia ed il cui numero era variante ma in media da 200 a 250.

Per l’ultima legislatura del periodo monarchico fascista (la XXX) non vi furono elezioni a suffragio universale, ma i componenti vennero scelti dal Gran Consiglio del Fascismo su una lista di 1.000 candidati segnalati dal Partito e dalle Corporazioni che avevano tenuto “elezioni”interne.
E da Marzo 1929 ad Agosto 1943 la Camera dei deputati cambiò nome chiamandosi Camera dei Fasci e delle Corporazioni ed i suoi membri si presentarono alla seduta inaugurale con il discorso della Corona in camicia nera ed orbace. Detta legislatura fu chiusa il 5 Agosto del 1943 dopo che il 25 Luglio vi erano state le “dimissioni”, alias defenestrazione, di Mussolini e la sua sostituzione con Badoglio indicato, come di norma dal re Vittorio Emanuele III.

Dunque già vista la riduzione del numero dei deputati (strano, stesso numero) e l’antipolitica, mantra di qualche forza partitica, è molto simile a quella fascista che finì male.

Vi è allora da augurarsi che la prossima legislatura (XIX) tenga conto che non vi nulla di nuovo se non una nuova legge elettorale da scrivere che tragga insegnamenti dell’accaduto e che i cosi detti antifascisti che si rifanno alla attuale costituzione (che fu sopratutto antimonarchica) legiferino su: differenziazione delle funzioni delle due Camere, abolizione dei senatori a vita,elezione diretta del presidente della repubblica, trasformazione della repubblica da parlamentare in presidenziale, con legge elettorale maggioritaria.

Purtroppo per loro, i grillini, cui si deve la proposta del taglio dei parlamentari, si sono ridotti a quattro gatti e non si pensa che resuscitino (soprattutto finché il comico ed il tecnico politico saranno a batter moneta).
Ma se il buon senso ed il senso dello Stato arridessero alle altre forze politiche si determinerebbe, a partire dalla prossima legislatura, la nascita della vera “seconda repubblica”. Che non vedrebbe sul colle un pseudo monarca ma un responsabile vero (vedi Francia, USA) della Nazione che desse ai cittadini il diritto di scegliere senza patteggiamenti e giochi di potere. E ciò non sarebbe fascista, ma solo “non monarchico”!

Ai posteri l’ardua sentenza: “noi chiniam lo spirito al massimo fattore”: che ci auguriamo ispirato.
Amen.

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