Un’ora di luce in più, un’ora di sonno in meno. In poche parole torna l’ora legale in Italia. Nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo le lancette degli orologi si sposteranno un’ora in avanti: alle 2 si passerà alla 3. si rinnova l’appuntamento che comunque fa discutere sia in Italia che in Europa su dubbi e benefici.
Si dorme un’ora in meno ma si avrà un’ora di luce in più
Domenica, quindi, come da tradizione, si dormirà quindi un’ora in meno. Tuttavia, in compenso avremo un’ora di luce in più nelle ore serali. Con l’avvicinarsi della primavera e dopo l’equinozio, inoltre, le ore di luce naturale aumentano ogni giorno perché cambia l’inclinazione della Terra rispetto al Sole. Le giornate diventeranno quindi progressivamente più lunghe e ci accompagneranno per tutta la primavera e l’estate.
Quando scatta l’ora legale nel 2026
Come già anticipato, dunque, nel 2026 il cambio dell’ora avverrà alle 2 di notte di domenica 29 marzo, quando le lancette verranno spostate avanti fino alle 3.
Sulla maggior parte dei dispositivi digitali – smartphone, computer e tablet – il cambio avverrà automaticamente. Sugli orologi analogici e su alcuni elettrodomestici, invece, sarà necessario intervenire manualmente.
L’ora legale segue sempre una regola precisa: entra in vigore l’ultima domenica di marzo e termina l’ultima domenica di ottobre.
Quando torna l’ora solare
Nel 2026 l’ora legale resterà in vigore fino alla notte tra il 24 e il 25 ottobre 2026, quando tornerà l’ora solare: in quel caso le lancette verranno spostate indietro di un’ora, dalle 3 alle 2 di notte.
Quando è stata introdotta l’ora legale
L’ora legale è una convenzione internazionale adottata per sfruttare meglio le ore di luce durante la bella stagione e ridurre il consumo di energia elettrica.
In Italia fu introdotta per la prima volta 110 anni fa, nel 1916, durante la Prima guerra mondiale, proprio con l’obiettivo di risparmiare sull’uso dell’illuminazione artificiale. Dopo varie sospensioni e reintroduzioni nel corso dei decenni, l’adozione stabile è arrivata nel 1966.
Dal 1996, tutti i Paesi dell’Unione Europea coordinano il cambio dell’ora: le lancette vengono spostate avanti a marzo e indietro a ottobre nello stesso momento.
Il dibattito in Europa
La convenzione dell’ora legale è nata in un contesto di crisi energetica, con l’obiettivo di ridurre i consumi. Per questo motivo è stata adottata in molti Paesi durante i periodi di guerra e poi mantenuta negli anni successivi.
Da tempo però si discute della possibilità di abolire il cambio stagionale dell’ora. Il tema è al centro di un dibattito nell’Unione Europea, ma al momento non è stata presa una decisione definitiva e il sistema continua a essere applicato come in passato.
I benefici economici dell’ora legale
Il cambio dell’ora ha diversi effetti positivi. Più ore di luce serale significano maggiore esposizione alla luce naturale, con possibili benefici per l’umore e per il ritmo sonno-veglia.
I vantaggi principali, però, sono economici e ambientali. Spostando avanti le lancette si ritarda l’accensione delle luci artificiali nelle ore serali. Questo comporta minori consumi di energia elettrica, bollette più basse, riduzione delle emissioni di CO2.
Secondo i dati di Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale italiana, il risparmio energetico legato all’ora legale si traduce in centinaia di migliaia di tonnellate di CO2 evitate ogni anno.
Gli effetti sul sonno e sulla salute
Uno dei motivi per cui si parla da tempo di abolire il cambio dell’ora è il suo impatto sul benessere e sulle abitudini delle persone, sostenuto anche da studi scientifici.
Se è vero infatti che la luce aumenta i livelli di serotonina, un neurotrasmettitore del cervello comunemente noto come “ormone del buonumore”, è anche vero che l’arrivo dell’ora legale ha l’effetto di un piccolo jet-leg che può creare disturbi del sonno.
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