Un business di famiglia gestito sotto il controllo di Matteo Messina Denaro: nella maxi operazione internazionale sono finiti in arresto Giacomo Tamburello 66 anni, il figlio Luca, 42 anni, e l’ex moglie Maria Antonia Bruno, di 62. Madre e figlio erano a Malaga.
Tamburello è un commerciante di vestiti di Campobello di Mazara dove il super boss nell’ultimo periodo aveva trovato il covo dove nascondersi. Tamburello ha iniziato questo business quando aveva 20 anni riuscendo a diventare un narcos di rilievo e nonostante sia più volte entrato e uscito dal carcere, ha sempre continuato a fare affari con la droga fino ad oggi quando i finanzieri si sono presentati a casa della madre dove scontava i domiciliari, per arrestarlo.
L’inchiesta
L’inchiesta, che ha portato la Finanza al sequestro di beni per 200 milioni, è nata dalla segnalazione di un istituto di credito di Andorra che nei conti milionari della Bruno ha voluto vedere chiaro. I successivi accertamenti hanno permesso di appurare che la stessa era stata coniugata con un narcotrafficante di elevato spessore criminale, già destinatario di plurime condanne, con rapporti di stretta contiguità con Cosa Nostra.
“Le sue attività illegali – si legge nel provvedimento del gip – sono sempre state caratterizzata da un consapevole rapporto di contiguità funzionale con Cosa nostra, con particolare riferimento alla famiglia di Campobello di Mazara e, più in generale, al mandamento di Castelvetrano, a cui è risultato collegato attraverso esponenti di spicco“: il gotha della mafia trapanese rappresentato da boss come Nunzio Spezia, Antonio Messina, Leonardo Bonafede che del padre di Matteo Messina Denaro, Francesco, era solido alleato. L’ultimo e unico reddito lecito di Tamburello risale al 1985, quando gestiva un negozio di abbigliamento”.
“Da allora ai funzionari delle banche in cui depositava fiumi di denaro prima di investirli in azioni, titoli, attività commerciali e immobili, diceva di aver ereditato grosse somme o di aver guadagnato col mattone. Idem l’ex moglie. Il figlio Luca, pure coinvolto nei traffici, si è laureato in discipline bancarie e finanziarie internazionali e ha lavorato in istituti di credito come Morgan Stanley a Londra, esperienze che gli hanno consentito di stringere i rapporti con la finanza che conta. Gli enormi flussi di denaro incassati con la droga dalla fine degli anni ‘80 Tamburello e Bruno li hanno investiti grazie a società paravento e prestanomi. Il figlio, secondo i pm, “acquisite le necessarie competenze tecniche ha nel tempo affiancato il padre nella gestione dei patrimoni illeciti”.
Le indagini e i rapporto emersi con Matteo Messina Denaro: è a lui riconducibile il fondo andorrano (e non solo)
Su questo punto, fondamentali nel corso delle indagini si sono dimostrate le dichiarazioni rese da più collaboratori di giustizia, i quali hanno chiarito come parte del flusso di denaro connesso ai traffici di stupefacenti fosse destinata, in modo sistematico, alle esigenze del mandamento di Castelvetrano e del suo stesso vertice, Matteo Messina Denaro.
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