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Tragedia sul lavoro a Palermo, la rabbia dei sindacati: “Nessuna fatalità, ennesimo operaicidio”

Tragedia sul lavoro a Palermo, la rabbia dei sindacati: “Nessuna fatalità, ennesimo operaicidio”

Le parti sociali chiedono maggiori controlli e formazione sulla sicurezza ma dicono anche basta alle morti bianche

Sgomento e rabbia. Questi i sentimenti che si intrecciano tra le sigle sindacali dopo l’ennesimo incidente sul lavoro che è costata la vita a due operai morti a Palermo dopo essere precipitati da una gru per oltre 20 metri. I due uomini, Daniluc Tiberi Un Mihai, di 50 anni e Najahi Jaleleddine di 41, erano sul cestello di una gru all’ultimo piano di un palazzo in via Ruggero Marturano. Per cause da chiarire il braccio si è piegato e gli operai sono volati giù fatalmente.

I sindacati non hanno tardato a dire la loro sull’accaduto e invocano maggiori controlli e formazione sulla sicurezza ma anche individuare cause e responsabilità. Oltre a esprimere vicinanza ai familiari dell’ennesima tragedia sul lavoro, di altri due morti bianche.

Uil Sicilia: “Non si può morire così”

La segretaria generale della Uil Sicilia, Luisella Lionti, esprime profondo cordoglio per la terribile tragedia avvenuta questa mattina attorno alle 11,30. Queste le sue parole: “Siamo di fronte all’ennesima drammatica conferma di quanto la sicurezza nei luoghi di lavoro continui a essere una vera emergenza nazionale”.

Lionti prosegue: “È inaccettabile che si possa morire mentre si lavora. Ogni vita spezzata è una ferita per tutti noi e un richiamo alla responsabilità di istituzioni e imprese. Bisogna investire in prevenzione, formazione e controlli continui, perché dietro ogni numero ci sono persone e famiglie”.

La Uil Sicilia si stringe alle famiglie delle vittime e chiede che venga fatta piena luce sulle cause dell’incidente. “Serve una svolta concreta e immediata – conclude la segretaria– affinché la sicurezza non resti solo una parola nei protocolli ma diventi realtà quotidiana per ogni lavoratore”.

Fillea Cgil: “Nessuna fatalità”

 “Occorre una legislazione stringente e organica in materia di salute e sicurezza. Ennesimo ‘operaicidio’, due vittime di 50 e 41 anni, caduti da una gru in via Ruggero Marturano a Palermo”. Lo afferma il segretario generale della Fillea Cgil Antonio Di Franco.

“Il nostro cordoglio – dice il segretario generale degli edili – va alle famiglie delle vittime, altre vittime del dovere che fanno crescere il numero degli edili mai più rientrati a casa. Secondo indiscrezioni dovrebbero essere originari della Romania e della Tunisia. Nessuna fatalità, ci troviamo di fronte all’ennesimo ‘operaicidio’ dove vanno individuate e accertate le responsabilità, senza vie di fuga per i colpevoli. Nell’esprimere solidarietà alla famiglia, ci mostriamo immediatamente disponibili a intervenire in supporto ai familiari”.

Cgil Sicilia: “Convocare osservatorio sicurezza”

La Cgil Sicilia, con il segretario confederale Francesco Lucchesi, esprime cordoglio per le nuove morti sul lavoro nel capoluogo isolano. “Formazione, controlli anche dei mezzi e degli strumenti di lavoro, tutte cose che continuano a mancare in Sicilia”, dice Lucchesi.

La Cgil chiede “l’immediata convocazione dell’osservatorio regionale su salute e sicurezza” e annuncia per il 6 maggio una propria iniziativa sull’argomento.

“Non ci stancheremo di batterci – aggiunge l’esponente sindacale – perché questa scia di sangue si arresti. Nonostante le denunce sindacali e gli incidenti che si verificano in continuazione si continua a procedere a rilento con le verifiche. Si contato in tutta la regione meno di un centinaio di ispettori e questa è una lacuna che va colmata quanto prima”.

Cgil Palermo: “Ennesimo operaicidio”

“Siamo molto amareggiati, l’ennesima gravissima strage di operai a Palermo. Non si può più accettare una situazione del genere”, lo dichiara il segretario generale Fillea Cgil Palermo Piero Ceraulo.

“Proprio ieri in un cantiere siamo intervenuti per rimproverare alcuni operai che lavoravano senza imbracatura. Questo è lo spaccato del settore delle costruzioni, che negli ultimi anni non abbiamo mai smesso di denunciare a gran voce, queste sono le condizioni di insicurezza in cui lavorano i nostri operai edili. L’ennesimo operaicidio nella nostra città ci dice a chiare lettere che questa tragedia senza fine sta diventando una piaga sociale”.

Ceraulo continua: “Vanno individuate subito le responsabilità, senza vie di fuga per i colpevoli. Valuteremo anche con le altre sigle sindacali iniziative di mobilitazione e di confronto con le istituzioni. Ma la politica in tutto questo che fa? Cosa aspetta il governo, sia regionale che nazionale, per intervenire subito con norme più stringenti in materia di salute e sicurezza? Esprimiamo solidarietà alla famiglia e siamo immediatamente disponibili a intervenire in supporto ai familiari”.

Cisl Palermo-Trapani: “Stanchi e avviliti”

La segretaria generale Cisl Palermo Trapani Federica Badami e il segretario generale Filca Cisl Palermo Trapani Francesco Danese affermano: “Siamo avviliti, stanchi, con un dolore immenso e con il pensiero rivolto ai familiari, ai colleghi di questi due lavoratori morti in un modo assurdo e inaccettabile, e al terzo ferito. Non riusciamo a comprendere come un’emergenza nazionale di questa portata, che ogni giorno conta feriti e spesso, come accaduto oggi anche vittime, non sia la priorità per tutti, come dovrebbe essere invece la tutela della salute e della vita dei lavoratori. Siamo dell’idea che un’emergenza come questa vada combattuta con strumenti emergenziali”.

I due segretari proseguono: “Il bilancio del gravissimo incidente poteva anche essere ancora più tragico. Devono essere chiarite le responsabilità, perché non possiamo più accettare che accadano questi gravissimi incidenti e che ci siano, anche oggi, famiglie che non vedranno più i loro cari fare ritorno dal lavoro“.

Badami e Danese concludono: “Controlli a tappeto sull’uso dei dispositivi di sicurezza, l’applicazione delle normative e dei giusti contratti che tutelano i lavoratori, un maggior numero di ispettori, una costante programmazione sul tema della prevenzione e della formazione rivolte sia ai lavoratori che ai datori di lavoro, un impegno comune tra le istituzioni e parti sociali per fermare la scia di sangue. Serve tutto questo, ma oggi non riusciamo a dire altro, oggi a Palermo a piangere è tutto il mondo del lavoro“.

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