Transizione blu, a Catania gli Stati generali della pesca - QdS

Transizione blu, a Catania gli Stati generali della pesca

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Transizione blu, a Catania gli Stati generali della pesca

mercoledì 27 Ottobre 2021 - 15:38

Presso il Sal è iniziata ieri la due giorni di dibattiti sulla salvaguardia del settore ittico e sull’uso sostenibile delle risorse. Il Mipaaf ha destinato 20 milioni di euro al comparto

CATANIA – Salvaguardia degli ecosistemi e regolamentazione del fermo pesca, uso sostenibile delle risorse, prospettive delle filiere ittiche e dell’acquacoltura, attenzione verso i consumatori. Sono questi alcuni dei punti su cui è in corso un confronto presso il Sal di Catania nell’ambito dell’evento “Blue Day. Stati generali della Pesca e dell’Acquacoltura”, promosso dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali. “Ringrazio il sottosegretario Battistoni per aver accolto la mia richiesta di organizzare gli Stati generali della pesca in Sicilia – sottolinea Toni Scilla, assessore regionale dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea della Regione, in apertura dei lavori –. Il Governo Musumeci considera la pesca un settore economico portante e strategico per le politiche di sviluppo nel Mediterraneo. Questa due giorni contribuirà, attraverso un confronto franco tra mondo politico-istituzionale e armatori, pescatori e stakeholder, ad individuare le strategie e le politiche per assicurare benessere all’intero settore”.

L’Europa e i Paesi che affacciano sul Mediterraneo si trovano oggi ad affrontare una doppia sfida, ancor più impegnativa a causa della pandemia: favorire la crescita economica e l’occupazione nel settore ittico, assicurandosi che tali obiettivi siano però in linea con i principi della ecosostenibilità. In breve, va avviata la “Transizione Blu”: quel processo strategico per cui oceani sani e ben gestiti possano essere sì fonte lavoro e sostentamento, investendo in tecnologie e processi innovativi, ma limitando i danni ecologici e combattendo la pesca illegale. La pandemia di Covid-19 ha infatti colpito duramente le attività di pesca e acquacoltura nel Mediterraneo, determinando forti diminuzioni delle attività, della produzione e drastici cali dei prezzi dei prodotti. In questa fase di riprese e ricostruzione delle attività, è necessario ripartire dalla sostenibilità a lungo temine e dalla resilienza del settore.

Nelle parole del Sottosegretario al Mipaaf, Francesco Battistoni, “gli Stati generali della pesca nascono da un’esigenza di confronto fra le marinerie e le Istituzioni. Al centro degli incontri c’è la volontà di comprendere le necessità del settore, le problematiche delle filiere ma anche quella di dar vita ad un approccio multidisciplinare del settore ittico e dell’acquacoltura. Le logiche del passato che trovavano soluzioni immediate a problemi contingenti sono fallite. Il nostro orizzonte deve essere quello di far crescere le filiere garantendo crescita e occupazione, migliori condizioni lavorative, implementare innovazione e competitività e creare una stabilità economica duratura. Il faro delle nostre azioni non potrà prescindere dalla salvaguardia dei nostri ecosistemi, delle biodiversità e dell’uso sostenibile delle nostre risorse”.

“Il settore della pesca e dell’acquacoltura – prosegue – è una economia in costante evoluzione e proprio per favorirne lo sviluppo e la tutela è indispensabile far sentire presenti le Istituzioni con programmi comuni di sviluppo e di tutela. Solo con la condivisione di obiettivi univoci fra i partner istituzionali, sociali e territoriali si potranno accompagnare le filiere verso la transizione blu intercettando un futuro solido e di ampio respiro”.

“Negli ultimi vent’anni il settore della pesca ha subito profondi mutamenti – ribadisce Riccardo Rigillo, Direttore generale della pesca marittima e dell’acquacoltura Mipaaf –. La difesa della specificità del Mediterraneo, della sua peculiarità in termini di biodiversità ambientale e culturale, ha prodotto effetti e norme stringenti di cui oggi paghiamo le conseguenze. Con gli Stati generali vogliamo affrontare insieme alle marinerie, con i partner europei e i settori produttivi collegati, il cambiamento del settore della pesca e dell’acquacoltura. Sicuramente in ambito Ue c’è un forte richiamo al cambiamento. Quello che appare più evidente è l’approccio verso un’economia blu che unisca tutela dell’ecosistema, progresso del settore, occupazione e sostenibilità. La concretizzazione di questo nuovo corso è la strategia del Feampa (Fondo Europeo per gli Affari Marittimi, la Pesca e l’Acquacoltura), un fondo da circa 1 miliardo di euro che promuove a livello europeo finanziamenti per sostenere e innovare tutta la filiera. Cogliendo attivamente le opportunità europee, il settore potrà centrare gli obiettivi dettati dalla Pcp (Politica Comune della Pesca), dal Green Deal europeo e dalla strategia Farm to Fork (ovvero dalla transizione verso un sistema alimentare europeo sostenibile)”.

Il primo giorno degli Stati generali catanesi è stato dedicato all’analisi del settore, con un focus sul sostegno economico che il Mipaaf ha destinato: 20 milioni di euro stanziati per il settore ittico e acquacoltura. Si tratta di 15 milioni per le imprese del settore marittimo, 3 milioni e mezzo destinati all’acquacoltura ed 1 milione e mezzo per il comparto operante nelle acque interne attraverso le Regioni e le province autonome nell’ambito delle loro attribuzioni.

Oggi, invece, si parlerà di acquacoltura, mercati e più in generale di sistemi alimentari sostenibili. Un’analisi attraverso la quale coinvolgere in queste iniziative gli attori del settore, gli stakeholder e le Istituzioni per promuovere processi innovativi che vadano ad implementare la cosiddetta “Transizione Blu”, favorendo un’economia basata sulla protezione degli ecosistemi marini e delle biodiversità.

La sessione dei lavori poi si concentrerà sui divari e sui bisogni che richiedono sforzi congiunti e sinergie, che possano migliorare l’immagine del prodotto acquicolo, promuovendone la qualità ed il consumo per un’alimentazione sana, sicura e sostenibile. Un mercato in espansione, che attraverso l’innovazione dei processi produttivi e la trasparenza nella tracciabilità dei prodotti, sostiene la domanda crescente di prodotto ittico, favorendo nel contempo, il contenimento della pressione sugli stock ittici.

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