L’articolo 25 della Legge regionale siciliana n. 1 del 5 gennaio 2026 ha introdotto, per il triennio 2026-2028, un contributo a fondo perduto, calcolato in base all’IRPEF dovuta e versata, a favore delle persone fisiche che trasferiscono la residenza fiscale in Sicilia dall’estero Con il D.A. n. 30 del 19 maggio 2026 e il successivo D.D.G. n. 1017 del 5 agosto 2026 sono state definite le modalità attuative, i termini e i modelli per richiedere il beneficio: il contributo verrà erogato nella misura del 50% dell’IRPEF dovuta e integralmente versata, elevata al 60% nei casi previsti per chi trasferisce il domicilio fiscale in un Comune siciliano con meno di 5.000 abitanti.
Cos’è il rimborso IRPEF Sicilia per nuovi residenti
Chi sceglie di trasferire in Sicilia la propria vita, il proprio lavoro e il proprio reddito potrà ottenere per tre anni il rimborso di una parte significativa dell’Irpef versata. Non è una detrazione o una deduzione IRPEF, ma un contributo regionale a fondo perduto (c.d. “payback” o rimborso indiretto). Le modalità attuative prevedono che possano accedere al beneficio le persone fisiche che avranno stabilito la residenza e il proprio domicilio fiscale in Sicilia, tra il primo gennaio 2026 e il 31 dicembre 2028, e che avranno acquistato un immobile nell’Isola, entro dodici mesi, o realizzato interventi di recupero, restauro, risanamento conservativo o ristrutturazione su un immobile di proprietà.
Come funziona il contributo
Ecco i passaggi concreti:
- Versamento ordinario dell’IRPEF. Il beneficiario versa regolarmente l’IRPEF dovuta allo Stato italiano (come tutti i contribuenti), senza alcuna riduzione diretta in fase di dichiarazione.
- Richiesta del rimborso alla Regione. Successivamente al versamento, presenta un’istanza alla Regione Siciliana (secondo le modalità e i modelli approvati con il D.D.G. n. 1017/2026) per ottenere il rimborso parziale dell’imposta versata.
- Erogazione del contributo. La Regione, verificati i requisiti, eroga un contributo pari a:
- 50% dell’IRPEF dovuta e versata (escluse addizionali regionali e comunali);
- 60% se il trasferimento avviene in un Comune siciliano con meno di 5.000 abitanti.
- Durata e limite. Il beneficio spetta per tre annualità, con un massimo di 100.000 euro all’anno.
- Condizioni di mantenimento. Il contribuente deve mantenere, almeno fino al 31 dicembre del secondo anno successivo a quello del trasferimento:
- Residenza in Sicilia;
- Domicilio fiscale in Sicilia;
- Proprietà dell’immobile (acquistato o oggetto di lavori edilizi entro 12 mesi dal trasferimento).
Come viene ripartita l’IRPEF versata
Nel caso ordinario del contributo al 50%, la Regione spiega il funzionamento della misura con questo esempio: per ogni 100.000 euro di IRPEF versata dai beneficiari della misura:
- 50 mila euro tornano al contribuente sotto forma di contributo;
- 29 mila euro vanno allo Stato, che così ne riceve un maggiore gettito,
- 21 mila euro rimangono nelle casse della Regione come nuove entrate.
Il contributo potrà essere erogato tramite bonifico bancario oppure, su scelta del beneficiario, riconosciuto sotto forma di credito d’imposta da utilizzare in compensazione.
Domanda per ottenere il rimborso IRPEF in Sicilia
Per coloro che avranno trasferito la residenza nel corso del 2026, le domande potranno essere presentate dal primo settembre al 31 dicembre 2027, successivamente alla presentazione della dichiarazione relativa ai redditi percepiti nel 2026. Il meccanismo sarà lo stesso per gli anni successivi: per chi si trasferirà nel 2027, la finestra per presentare richiesta sarà dal primo settembre al 31 dicembre 2028. Il contributo potrà essere stimato ed erogato solamente a seguito della presentazione della dichiarazione dei redditi, essendo commisurato ai redditi prodotti.
Requisiti per accedere all’agevolazione IRPEF Sicilia
Questi, nel dettaglio, i requisiti da rispettare per poter accedere al contributo:
- Residenza estera: aver vissuto all’estero prima di trasferire la residenza anagrafica e il domicilio fiscale in Sicilia.
- Produzione di reddito: percepire, dopo il trasferimento nell’isola, redditi da lavoro dipendente o redditi assimilati a quelli da lavoro dipendente, oppure essere titolari di una pensione.
- Investimento immobiliare: è obbligatorio acquistare un immobile residenziale in Sicilia.
In alternativa è possibile effettuare interventi di ristrutturazione edilizia in un immobile che già si possiede.
L’immobile deve restare in proprio possesso almeno fino al 31 dicembre del secondo anno successivo al trasferimento → se il trasferimento avviene nel 2026, i requisiti devono essere mantenuti almeno fino al 31 dicembre 2028.
- Mantenimento residenza: ci si deve impegnare a mantenere la residenza in Sicilia almeno per il periodo dell’agevolazione.
Chi può beneficiarne: lavoratori e pensionati
In base al decreto e alle fonti collegate, possono accedere al rimborso IRPEF le seguenti categorie di persone fisiche:
- Italiani rimpatriati (cittadini italiani residenti all’estero) – Cittadini italiani che, tra il 1° gennaio 2026 e il 31 dicembre 2028, trasferiscono la residenza anagrafica e il domicilio fiscale in un Comune siciliano, provenendo da una residenza all’estero.
Devono percepire redditi tassabili in Italia (lavoro dipendente, assimilati, pensione).
- Stranieri (cittadini non italiani) – Cittadini stranieri (UE ed extra-UE) che, nello stesso periodo (2026–2028), trasferiscono la residenza e il domicilio fiscale in Sicilia, provenendo dall’estero.
Anche per loro vale il requisito dei redditi tassabili in Italia (lavoro dipendente, assimilati, pensione).
Lavoratori autonomi e nomadi digitali possono accedere al contributo?
Le comunicazioni iniziali della Regione avevano fatto riferimento anche a lavoratori autonomi e imprenditori.
Tuttavia, l’art. 25 della L.R. n. 1/2026 e il D.A. n. 30/2026 individuano espressamente, tra i redditi rilevanti, quelli da lavoro dipendente, quelli assimilati e le pensioni tassabili in Italia.
L’accesso alla misura da parte di lavoratori autonomi e imprenditori richiede quindi particolare cautela e una verifica sulla base delle disposizioni applicative vigenti.
Esclusioni e limiti
In caso di violazione dei requisiti (es. perdita della residenza prima del termine), il contributo è revocato integralmente con restituzione degli importi maggiorati degli interessi legali. L’incentivo non è cumulabile con altre agevolazioni statali o regionali per l’attrazione di nuovi residenti (es. regime impatriati art. 5 del D.Lgs. 209/2023, bonus Sud, ecc.). La manutenzione ordinaria dell’immobile non è sufficiente per soddisfare il requisito immobiliare.
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