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Trasparenza salariale, per l’83% nessun cambiamento in azienda

Trasparenza salariale, per l’83% nessun cambiamento in azienda

Hays: gli effetti delle nuove norme sono ancora poco percepiti

Milano, 20 set. (askanews) – A pochi mesi dall’entrata in vigore delle nuove norme sulla trasparenza salariale, per la grande maggioranza dei lavoratori gli effetti concreti non si vedono ancora. Secondo un’indagine condotta da Hays Italia su 503 professionisti, l’83% dichiara di non aver percepito alcun cambiamento nella propria azienda, mentre solo l’11% segnala alcune novità e appena il 2% parla di cambiamenti significativi. Un ulteriore 4% afferma di non conoscere le nuove regole.

Il dato è stato diffuso in occasione della Giornata internazionale per la parità retributiva, che si è celebrata il 18 settembre. Secondo Hays, il passaggio dai nuovi principi normativi alla loro applicazione concreta è ancora in una fase di transizione e richiede criteri retributivi più chiari, fasce salariali comprensibili e maggiore trasparenza sui percorsi di crescita professionale.

La retribuzione resta intanto uno dei principali fattori che spingono a cambiare lavoro: per il 52% dei professionisti in cerca di una nuova occupazione lo stipendio è il secondo motivo principale, dopo la mancanza di prospettive di crescita all’interno dell’azienda.

Sul fronte europeo, la direttiva sulla trasparenza retributiva introduce nuovi obblighi per rendere più facilmente individuabili e correggibili eventuali disparità salariali. Secondo Hays, la sfida per le imprese è trasformare gli adempimenti normativi in sistemi retributivi più coerenti, fondati su criteri oggettivi e comprensibili.

Oltre allo stipendio, nella scelta di un’azienda pesano anche altri fattori: un pacchetto di benefit competitivo, indicato dal 56% degli intervistati, un buon ambiente di lavoro dal 46%, la possibilità di lavorare da remoto dal 42% e le opportunità di sviluppo professionale dal 28%.