Cronaca

Un finto Stato, “paradiso fiscale” antartico per truffare la gente: arresti anche in Sicilia

Il finto Stato Teocratico Antartico di San Giorgio era il “paradiso fiscale” inventato appositamente per portare avanti una truffa ai danni dello Stato e dei cittadini. L’operazione “L’isola che non c’è”, conclusa dalla Digos di Catanzaro con il supporto della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, ha permesso di smantellare un’associazione a delinquere, arrestare e mettere ai domiciliare 12 persone e indagarne diverse altre.

Diversi i reati contestati agli indagati: associazione a delinquere, truffa, fabbricazione e possesso di documenti falsi validi per l’espatrio e riciclaggio. Arresti anche in Sicilia. A capo dello Stato fantoccio c’era proprio un siciliano, Damiano Bonventre, un pensionato di Alcamo.

Il finto Stato Teocratico Antartico di San Giorgio

Le indagini sono partite il 7 aprile 2021 dopo una perquisizione in un’abitazione di Catanzaro, considerata la “sede diplomatica” dello “Stato Teocratico Antartico di San Giorgio”.

In seguito agli approfondimenti investigativi, gli agenti hanno scoperto l’esistenza di un’associazione a delinquere finalizzata alla truffa e attiva su tutto il territorio nazionale e con basi principali a Catanzaro, Alcamo e Teramo.

Il fantomatico Stato era una sorta di “paradiso fiscale“. Pare che gli indagati avessero perfino creato una serie di istituzioni fittizie per rendere più credibile l’esistenza dello Stato. Esistevano un presidente – tra l’altro siciliano -, un Governo con i ministri, una Corte di Giustizia, un Tribunale Supremo e perfino delle Delegazioni territoriali. Inoltre, il finto Stato aveva anche una sua Gazzetta Ufficiale, un sito Internet e si occupava anche di preparare documenti d’identità anche validi per l’espatrio.

La truffa scoperta dall’operazione “L’isola che non c’è”

Vittime della truffa dei creativi inventori dello “Stato Teocratico Antartico di San Giorgio” sarebbero oltre 700 persone residenti in tutta Italia. Gli indagati avrebbero indotto i malcapitati all’acquisizione della cittadinanza di questo Stato Antartico, di fatto inesistente, previo pagamento di una somma di denaro. Diventare cittadino del “paradiso fiscale nell’Isola che non c’è” costava dai 200 ai 1.000 euro. La nuova cittadinanza garantiva (così almeno dicevano i truffatori alle vittime) una serie di vantaggi: finanziamenti per progetti di ricerca, burocrazia efficace, documenti per circolare liberamente in Italia e all’estero, agevolazioni fiscali varie (come l’aliquota pari solo al 5%) e molto altro.

Inoltre, pare che i medici radiati o sospesi dalla professione (anche per mancato rispetto degli obblighi vaccinali) potessero esercitare nello Stato.

I documenti contraffatti

Nell’ambito dell’operazione “L’isola che non c’è”, la Digos di Catanzaro ha anche scoperto che i documenti di riconoscimento contraffatti prodotti dallo “Stato Teocratico Antartico di San Giorgio” venivano utilizzati in strutture alberghiere sia in Italia che all’estero, ma anche durante controlli di polizia (quasi sempre per gestire in maniera indisturbata un traffico illecito di droga).

Gli operatori di polizia avrebbero poi scoperto un caso di riciclaggio dei proventi illeciti della truffa.

“L’isola che non c’è”, finto Stato e truffa: gli arrestati

In seguito all’operazione “Isola che non c’è” della Digos per scoprire il finto Stato Teocratico Antartico di San Giorgio, sono stati arrestati e posti ai domiciliari in 12 (anche in Sicilia). Ecco i nomi:

  • Damiano Bonventre, di Alcamo (TP);
  • Mario Farnesi, generale della Guardia di Finanza, residente a Todi ma nato a Viareggio;
  • Liliya Koshuba, originaria dell’Uzbekistan ma residente ad Alcamo;
  • Paola Dalle Luche, residente a Todi ma originaria di Viareggio;
  • Giuliano Sartoson (conosciuto come Giuliano Medici), veneziano;
  • Federico Lombardi, di Livorno;
  • Enrico Gambini, di Teramo;
  • Emanuele Frasca, maresciallo dei carabinieri nato a Imperia e residente in provincia di Catanzaro;
  • Lorella Cofone, di Cosenza;
  • Nicola Pistoia, di Catanzaro;
  • Roberto Santi, di Sestri Levante (GE);
  • Fabrizio Barberio, di Catanzaro.

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