Turismo e abusivismo, in Sicilia in arrivo il "codice etico" - QdS

Turismo e abusivismo, in Sicilia in arrivo il “codice etico”

Michele Giuliano

Turismo e abusivismo, in Sicilia in arrivo il “codice etico”

venerdì 13 Novembre 2020 - 00:02
Turismo e abusivismo, in Sicilia in arrivo il “codice etico”

Meeting on line su iniziativa Fiavet per affrontare il fenomeno. Accordo tra le principali sigle del settore: si elabora una bozza. Lettera di protesta della Fiavet Sicilia a Nello Musumeci, Manlio Messina e al comandante regionale della GdF, per segnalare il crescente fenomeno dell’abusivismo

PALERMO – Con la crescita dell’ambito turistico si fa sempre più pressante il tema dell’abusivismo. Per discutere l’argomento, è stato promosso dal presidente di Fiavet Sicilia Giuseppe Cimirrisi, un meeting online, al cui tavolo virtuale sono state invitate le tre confederazioni principali del settore, Federturismo Sicindustria con Toti Piscopo, Confesercenti con Salvo Basile e Confcommercio Sicilia, oltre ai presidenti e rappresentanti delle rispettive associazioni di categoria: Assoviaggi, Assohotel, Fiavet Confcommercio e Mavi. Con loro anche Giovanni Masanaiello, Corinne Scaletta e Giusi Belfiore in rappresentanza delle diverse associazioni delle guide turistiche, Giancarlo Sotera per l’associazione regionale degli accompagnatori turistici Siciliatourleaders, ed infine Giuseppe Librizzi, dirigente del Settore Agenzie di viaggi dell’assessorato regionale al Turismo.

Sul tema, i diversi intervenuti hanno convenuto subito sulla necessità di un comune codice etico, in considerazione della mancanza di una legislazione turistica adeguata. Fissare una base di lavoro, quindi, per poi avviare consultazioni periodiche per immaginare e aggiustare via via un modello di organizzazione che trovi le sue basi nelle attuali normative regionali, nazionali ed europee.

La proposta è stata accolta con favore da Librizzi che ha sollecitato gli attori coinvolti ad abbozzare la circolare con specifiche regole e ha anche sollecitato le parti a siglare finalmente quei protocolli di cui si discute da anni.

Sempre il presidente della Fiavet Sicilia ha scritto una lettera di protesta al presidente della Regione Nello Musumeci, all’assessore al Turismo Manlio Messina e al comandante regionale della Guardia di Finanza, per segnalare il crescente fenomeno dell’abusivismo commerciale.

“Non è possibile per un’associazione che difende i diritti di una categoria accettare questo immobilismo che comporta giornalmente perdite per le nostre aziende – ha scritto Cimirrisi -. Ci preme ricordare che le 1.000 agenzie di viaggi e tour operator autorizzate in Sicilia contribuiscono al sostegno della Regione e dello Stato con il pagamento delle tasse mentre 3.200 operatori abusivi evadono ogni anno circa 56 milioni di euro. Ancora, alla data odierna è in vigore la tassa di concessione governativa che le agenzie di viaggi corrispondono ogni anno nelle casse della Regione, tassa ancora in vigore solo in Sicilia e Calabria”.

In realtà il tema dell’abusivismo nel turismo è continuativamente sempre al centro del dibattito. Recentemente aveva battuto i pugni sul tavolo Nico Torrisi, presidente di Federalberghi Sicilia, che aveva espresamente evidenziato come l’abusivismo impedisca un vero decollo del turismo in questa terra: “Siamo davanti a persone che non pagano le tasse e non fanno crescere il sistema Sicilia” ha evidenziato più volte. Il fenomeno è stimato in circa 10 mila strutture ricettive abusive, un numero enorme considerato che il dato ufficiale di 14,7 milioni di presenze rappresenterebbe la metà del numero reale.

Tra i punti di debolezza del turismo nell’isola, secondo Torrisi, che è anche amministratore delegato di Sac società di gestione dell’aeroporto internazionale di Catania, individua le infrastrutture: “È un nostro handicap da sempre, gli altri paesi europei si sono dotati di un sistema di infrastrutture moderno mentre noi arranchiamo”.

Nonostante tutto, però, la Sicilia piace ancora: “Siamo una terra popolata da persone accoglienti – ancora il presidente di Federalberghi Sicilia – ma non bisogna cullarsi su questi dati positivi, è necessario lavorare tanto per migliorarci e rendere servizi efficienti a una clientela sempre più esigente”.

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