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Tutti pazzi per la tecnologia, si registra il record pro capite in provincia

Vincenza Grimaudo

Tutti pazzi per la tecnologia, si registra il record pro capite in provincia

martedì 07 Maggio 2019 - 00:05
Tutti pazzi per la tecnologia, si registra il record pro capite in provincia

Si arriva a 3,27 chili a persona nel 2018, fanno meglio solo le province di Catania e Messina. Qui ben oltre la media regionale per rifiuto prodotto da scarti elettrici ed elettronici

TRAPANI – Singolare record in provincia di Trapani che rivela come tutti siano pazzi per la tecnologia.

Con la diretta conseguenza anche di una spropositata necessità poi di smaltire quando poi questi apparecchi arrivano alla fine del loro ciclo.
Mentre la media siciliana nel 2018 si ferma a 2,89 chili di rifiuti elettrici ed elettronici, addirittura nel trapanese questo dato si impenna a 3,27 chili. I più riescono a fare per un soffio solo Messina, 3,28, e poi Catania che è nettamente staccata al primo posto di questa speciale graduatoria con addirittura 4,18 chili. I dati arrivano dalla classifica ufficiale del Centro di coordinamento Raee della Regione Siciliana.

Il fatto è che poi questa sfrenata voglia di acquistare i prodotti elettrici ed elettrici si trasforma in un vero e proprio problema, cioè che questi apparecchi diventano rifiuto e poi poterli smaltire è di conseguenza una enorme fatica.

Il risultato è che questi rifiuti finiscono per essere abbandonati, e ne sa qualcosa proprio il territorio trapanese dove di discariche abusive a cielo aperto con frigoriferi, lavatrici, monitor, computer e quant’altro rientra in questa categoria se ne contano a decine specie nelle aree più periferiche.
La Sicilia oltretutto è ultima in Italia per recupero di questi beni. Eppure, se ben riciclati, è possibile ricavarne anche il 90% di materie prime seconde, con un rilevante risparmio energetico rispetto all’estrazione di nuove materie prime. Per questo l’assessore regionale all’Energia e servizi di pubblica utilità, Alberto Pierobon, ha predisposto un piano per allungarne la vita favorendo la riparazione e il ricondizionamento, e di conseguenza stimolando occupazione e ricavi. L’assessorato ha chiesto un parere al ministero dell’Ambiente che ha confermato la possibilità di mettere in moto un circuito virtuoso che agevola chi ritira gli apparecchi, li ripara o ricondiziona e infine li reimmette sul mercato, evitando che diventino rifiuti. Adesso il governo regionale emanerà delle indicazioni che andranno a regolamentare meglio il settore, con grandi benefici per l’ambiente dell’Isola.

A questo punto si incrociano le dita nella provincia trapanese, tra i territori più interessati da questa produzione smisurata di rifiuti elettrici ed elettronici. Chissà che il problema possa davvero diventare una ricchezza per il trapanese.

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