Roma, 26 giu. (askanews) – Prime Video ha annunciato che il 20 agosto debutterà il documentario che racconta lo straordinario percorso di Novak Djokovic, considerato il più grande tennista di tutti i tempi, che ha iniziato a giocare sui difficili campi della Serbia per poi diventare il campione più titolato nella storia del tennis maschile. Prodotto da Words + Pictures di Connor Schell, da Sadoux Productions e dal regista Jason Hehir (The Last Dance), “Novak Djokovic: Il lupo d’inverno” sarà disponibile in anteprima esclusiva su Prime Video in oltre 240 paesi e territori nel mondo. Il documentario è l’ultima novità inclusa nell’abbonamento Prime.
“Il tennis mi ha dato tantissimo, ma le battaglie più grandi non si sono mai combattute solo sul campo. Questo documentario racconta i momenti che la gente non ha visto: i dubbi, i sacrifici e il lavoro per evolversi costantemente al di là della storia che tanti credono di conoscere”, ha dichiarato Djokovic. “Sono orgoglioso di condividere questo lato della mia vita con la mia famiglia, con il mio team, i miei amici e i tifosi che mi hanno sostenuto fin dall’inizio. Amazon e Jason hanno capito che questa non è mai stata solo una storia sul tennis, ma che si tratta di una storia dedicata alle persone, ai valori e ai momenti che ci stanno dietro. Il percorso è stato incredibile, ma è ben lontano dall’essere concluso”.
Con 24 titoli del Grande Slam (il numero più alto nella storia del tennis maschile), oltre 1.100 vittorie in singolo in carriera, una medaglia d’oro olimpica, il record di 428 settimane al primo posto della classifica mondiale e un numero di partecipazioni ai tornei del Grande Slam maggiore di qualsiasi altro giocatore dell’Era Open, Djokovic ha riscritto i libri dei record e ridefinito il concetto di eccellenza nello sport professionistico. Sotto praticamente ogni punto di vista statistico, è il più grande tennista di tutti i tempi. Eppure, nonostante tutto ciò che ha realizzato, Djokovic rimane una delle figure più complesse e controverse dell’atletica moderna: un campione la cui grandezza è innegabile, ma la cui storia non è mai stata compresa appieno.
Il film analizza ciò che anima questo singolare atleta, svelando gli aspetti più nascosti di un uomo forgiato da circostanze straordinarie. Nato in una Serbia dilaniata dalla guerra, Djokovic è cresciuto tra conflitti e difficoltà economiche, mentre la sua famiglia affrontava grandi sacrifici per sostenere la sua carriera tennistica. Al suo ingresso sulla scena professionistica, non è stato accolto a braccia aperte, ma con resistenza: era percepito come un intruso poco gradito pronto a sconvolgere l’amata rivalità tra Federer e Nadal, che i tifosi avevano elevato a status mitico. Mentre i suoi predecessori si comportavano con misurata eleganza, Djokovic era schietto, appassionato e senza filtri: un giocatore che mostrava apertamente ogni emozione e la cui intensità a volte lo metteva in contrasto proprio con il pubblico davanti al quale si esibiva.
Grazie all’accesso esclusivo al dietro le quinte dei principali tornei, al suo intenso programma di allenamento e ai momenti più intimi trascorsi a casa con la famiglia e gli amici, il film offre uno sguardo rivelatore e senza precedenti sul mondo di Djokovic. Attraverso interviste intime con lo stesso Djokovic, sua moglie Jelena, la sua famiglia e figure di spicco del mondo del tennis – tra cui Rafael Nadal, Andre Agassi, Pete Sampras, Boris Becker e Jim Courier, oltre a personalità appartenenti al mondo dei media come Mary Carillo, Patrick McEnroe, Howard Bryant, Chris Clarey e Matthew Futterman – il documentario traccia il ritratto di una figura complessa, i cui momenti difficili sono indissolubilmente legati alla grinta che lo ha reso un campione.
“Sono sempre stato affascinato da ciò che spinge i più grandi atleti e, in particolare, da ciò che li motiva una volta raggiunto l’apice della loro disciplina”, ha dichiarato il regista Jason Hehir. “Novak ci ha concesso libero accesso alla sua instancabile preparazione fisica e mentale mentre gareggia ai massimi livelli di questo sport, affrontando avversari che a volte hanno la metà dei suoi anni. Nel corso delle riprese, abbiamo avuto modo di conoscerlo nei ruoli di padre, marito, amico e, a volte, come figura culturale polarizzante e incredibilmente testarda. È una persona affascinante, e non vedo l’ora che il pubblico possa vedere l’analisi di questo GOAT al bivio, nel crepuscolo di una brillante carriera”.

