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Ucraina, la Pace dettata dal vincitore

Ucraina, la Pace dettata dal vincitore
Zelensky, Presidente Ucraina

Ricordiamo Yalta, 1945

Da più parti, anche molto autorevoli, continuiamo a sentire dire che è urgente firmare una pace giusta fra Russia e Ucraina: niente di più falso! Chi ha studiato la storia degli ultimi trenta secoli almeno, sa che la pace fra due o più parti non è mai stata giusta perché essa è sempre favorevole a chi vince.
Vogliamo ricordare, a titolo di esempio, la cosiddetta pace di Yalta alla fine della Seconda Guerra mondiale, nel 1945, quando i rappresentanti dei Paesi vincitori (principalmente Usa, Gran Bretagna, Francia e Unione sovietica) stabilirono le condizioni cui Germania, Italia e Giappone dovettero sottostare. Appunto, non fu una pace giusta perché si applicarono sanzioni e condizioni che le nazioni perdenti dovettero accettare.
Ora, nella guerra russo-ucraina si dovrà arrivare, speriamo entro il 24 febbraio 2026, a una pace possibile, nella quale certamente una porzione di territorio ucraino passerà alla Russia, ma almeno verranno risparmiate vite e zone ancora intatte di quel Paese.

Unione europea e guerra in Ucraina: interessi economici e armi

In questo quadro, dobbiamo registrare, con grande disappunto e dolore, l’inconsistenza dell’Unione europea, nella quale prevalgono gli interessi delle industrie delle armi, che vogliono mantenere il loro alto fatturato con le forniture all’Ucraina.
Un’Unione europea consapevole delle proprie responsabilità dovrebbe, invece, puntare rapidamente alla conclusione di questo conflitto, evitando le inutili parole e pensando di ridare una vita accettabile a quei poveri quaranta milioni di abitanti ucraini, che in quattro anni hanno sofferto e ancora soffrono le pene dell’inferno.

Ricostruzione dell’Ucraina e realismo politico

Dare sollievo a quella popolazione significa cominciare a ricostruire le infrastrutture di varia natura, necessarie a condurre una vita “normale”, cioè le reti stradali e ferroviarie, le fonti di produzione di energia, l’apparato sanitario, quello scolastico e così via.
Si dirà che tutto ciò è avvenuto per responsabilità di Putin e della Russia. Vero! Inequivocabile! Ma non è con questi argomenti che si ritorna alla normalità, né, ripetiamo, con lo slogan della pace giusta. Serve senso di realismo.

Zelensky, Biden e la guerra impossibile

Il povero Zelensky è stato ingannato da RimbamBiden quando gli si è fatto credere che avrebbe potuto battere l’armata russa. La sua pochezza è stata proprio nell’aver creduto in una prospettiva impossibile, che ha mandato al macello milioni di suoi connazionali e costretto a una vita impossibile i circa quaranta milioni di abitanti.
Se non fosse stato sollecitato da Biden, forse avrebbe firmato la Pace, già pronta a marzo 2022, come pubblicato sulla rivista Foreign Affairs.
Ma ormai la situazione è quella che è, perciò basta parole.

Macron, l’Europa e le iniziative militari irrealistiche

In questo senso l’Unione europea dovrebbe tacitare le stupide velleità del presidente francese, Emmanuel Macron, che comunica l’invio di seimila soldati in Ucraina. Tutti si accorgono della stupidità di questa iniziativa: cosa possono fare seimila militari?
Purtroppo la debolezza istituzionale francese induce quel povero presidente a dire cose irrealistiche, che non hanno nessuna possibilità di vedere la luce. E sono proprio le cose irrealistiche che stanno completando la rovina dell’Ucraina.

Democrazia sospesa in Ucraina e Israele

Ricordiamo che in quel Paese, quando avvenne l’invasione da parte della Russia, Zelensky emise un decreto con il quale chiuse il Parlamento e, con esso, mise la museruola a quella cinquantina di parlamentari dell’opposizione che volevano la pace subito.
Di fatto, con la legge marziale, egli è diventato il despota di quel Paese perché può comandare a suo piacimento qualunque istituzione. Come peraltro ha fatto l’altro despota, Benjamin Netanyahu, primo ministro di Israele, ove, anche in quel caso, il Parlamento è chiuso. Insomma, nei due Paesi le democrazie sono state soppresse.

Il malcontento della popolazione ucraina

Dai siti che andiamo interpellando, riscontriamo un forte malumore della popolazione ucraina per questa pervicacia nel volere continuare una guerra impossibile e trapela che la gente vorrebbe che finisse al più presto.
E così sarà, perché ogni prolungamento danneggia sempre di più quella popolazione.