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Ue, Comm. Pesca chiede azione collettiva a favore specie sensibili

Ue, Comm. Pesca chiede azione collettiva a favore specie sensibili

Controllo specie invasive, ridurre catture accessorie, più risorse

Roma, 27 gen. (askanews) – La Commissione Pesca del Parlamento europeo chiede ai paesi dell’Ue e alla Commissione di intervenire per proteggere le specie ittiche sensibili, come i cetacei, gli squali o le razze, che svolgono un “ruolo unico” negli ecosistemi marini, fornendo allarmi tempestivi sulle disuguaglianze ecologiche e fungendo da indicatori di resilienza degli oceani. Per fare questo, i deputati della Commissione Pesca chiedono di controllare la diffusione delle specie invasive, oltre a riduzioni delle catture accessorie e maggiori finanziamenti per compensare le perdite, sottolineando che l’attuale elenco di specie a rischio non riconosce pienamente la minaccia delle specie esotiche invasive per la pesca nell’Ue che, oltre a ridurre la biodiversità, colpiscono sia i pescatori che gli acquacoltori, le cui catture o la cui produzione crollano e i costi sostenuti a causa di attrezzi danneggiati e predazione aumentano.

In una relazione approvata con 21 voti favorevoli, nessuno contrario e cinque astensioni, i deputati esortano la Commissione e i paesi dell’UE ad adottare un modello di gestione basato sugli ecosistemi, volto a proteggere e conservare le specie sensibili e a considerare tutte le pressioni esercitate sugli ecosistemi marini, comprese quelle provenienti dalla terraferma, dall’inquinamento e dai cambiamenti climatici. Questa relazione sarà votata dalla plenaria in una delle prossime sessioni.

Per garantire l’efficacia delle misure di conservazione, i deputati chiedono la piena attuazione delle aree marine protette e l’utilizzo di tutte le misure tecniche della politica comune della pesca per aumentare la protezione delle specie sensibili, come la riduzione al minimo delle catture accessorie di specie sensibili, ad esempio utilizzando attrezzi selettivi.

Allo stesso tempo, i deputati chiedono alla Commissione di fornire un equo risarcimento ai pescatori che perdono l’accesso alle loro abituali zone di pesca, nonché regimi di compensazione e fondi di adattamento, in particolare nelle aree che subiscono perdite economiche dirette a causa delle specie invasive.

Constatando l’assenza di sufficienti programmi di monitoraggio per le specie esotiche invasive marine, i deputati chiedono l’istituzione di sistemi di monitoraggio regionali, l’utilizzo di nuove tecnologie, come l’eDNA e l’intelligenza artificiale, e lo sviluppo di campagne per informare e coinvolgere i pescatori e le comunità costiere nell’individuazione e nell’identificazione di nuove specie esotiche invasive. I deputati appoggiano inoltre l’adozione di una metodologia di definizione delle soglie per tutte le regioni marine dell’UE e chiedono alla Commissione di includere questo approccio integrato, comprendente azioni preventive, di contrasto e di ricerca, nell’applicazione del Patto europeo per gli oceani.

Secondo la Commissione Pesca sono quindi necessari maggiori finanziamenti, sia nell’ambito del Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura, sia nel quadro del prossimo bilancio a lungo termine dell’UE, per l’eradicazione delle specie invasive e per rafforzare la competitività e la modernizzazione della flotta peschereccia dell’UE.