Roma, 23 gen. (askanews) – Nell’Unione europea sulle tensioni geopolitiche con gli alleati storici (in particolare gli Usa) “siamo ad un punto in cui dobbiamo guardare al ‘piano B’ o ai ‘piani B’, ma anche con questi piani B, come è stato articolato dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen non sono certa che dobbiamo parlare di rottura, ma dobbiamo parlare di alternative”. Lo ha affermato la presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde durante un Panel Alves di Davos interpellata sulle dichiarazioni del premier del Canada, Mark Carney
“Dobbiamo identificare molto meglio del passato, le debolezze e le dipendenze”, come garantire “l’autonomia, ma ovviamente dal punto di vista economico delle politiche dipendiamo gli uni dagli altri, abbiamo legami molto forti. Penso che tutte le direzioni debbano essere esplorate, cercando di distinguere i segnali dal rumore di fondo”. “Penso che questa settimana” a Davos “sia stata molto interessante e affascinante – ha concluso – ma il nostro compito di banchieri centrali e di economisti è di distinguere i segnali dal rumore di fondo”.

