Un murales sui movimenti delle radiogalassie “dipinto” grazie al lavoro dei ricercatori Inaf - QdS

Un murales sui movimenti delle radiogalassie “dipinto” grazie al lavoro dei ricercatori Inaf

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Un murales sui movimenti delle radiogalassie “dipinto” grazie al lavoro dei ricercatori Inaf

sabato 09 Novembre 2019 - 00:00
Un murales sui movimenti delle radiogalassie “dipinto” grazie al lavoro dei ricercatori Inaf

Analizzata con un dettaglio senza precedenti la distribuzione del gas ionizzato dei sistemi con intensa emissione radio

TORINO – In un articolo di prossima pubblicazione sulla rivista Astronomy & Astrophysics, un team di ricercatori guidato da Barbara Balmaverde dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf), ha esplorato con un dettaglio senza precedenti la distribuzione e la cinematica del gas ionizzato in un campione di venti radiogalassie, ovvero galassie che presentano una intensa emissione di onde radio.

Queste sorgenti, come sottolineato dall’Inaf in una nota, sono tra i nuclei galattici attivi (Agn) più potenti e con i buchi neri più massicci trovati finora, spesso ospitati al centro di ambienti molto densi, ricchi di gas e di altre galassie vicine. I dati sono stati raccolti nell’ambito del progetto Murales (Muse Radio loud emission lines snapshot) per lo studio dell’interazione tra il getto relativistico prodotto dal buco nero supermassiccio al centro di ognuna di queste galassie e il gas circostante, mappando il gas ionizzato, che può essere considerato un affidabile tracciante di questa interazione. Lo strumento utilizzato per questo studio è lo spettrografo Multi unit spectroscopic explorer (Muse) montato sul Very large telescope (Vlt) che permette di ricavare, in ogni pixel dell’immagine, l’intero spettro ottico.

Barbara Balmaverde, ricercatrice Inaf a Torino

Barbara Balmaverde, ricercatrice Inaf a Torino

La ricercatrice dell’Inaf ha spiegato: “Stiamo ricavando un bellissimo ‘murales’ sui meccanismi di accrescimento (feeding) e di feedback delle radiogalassie. In particolare, grazie alla sensibilità e al grande campo di vista di Muse, abbiamo rivelato filamenti di gas ionizzato che si estendono ben oltre la galassia ospite. In altri casi abbiamo osservato spettacolari effetti di feedback, con la creazione di cavità o bolle nel gas caldo che emette radiazione in banda X. Queste cavità sono riempite di plasma relativistico in espansione. Attorno a queste cavità abbiamo rilevato in 3C317, la radiogalassia pilota del nostro progetto, dei densi filamenti di gas ionizzato, prodotti o dal raffreddamento del gas caldo del cluster o da meccanismi di riscaldamento nelle zone di shock”.

Il murales di radiogalassie verrà svelato a poco a poco nel corso di diverse pubblicazioni. Con questo lavoro, i ricercatori presentano i dati delle prime venti radiogalassie, un campione che fa parte del terzo catalogo di Cambridge (3C). Altre venti radiogalassie sono già state osservate e l’analisi dei dati è in corso. Queste nuove osservazioni completano il campione delle radiogalassie 3C con distanze fino a 5 miliardi di anni luce osservabili dall’osservatorio del Paranal in Cile, dove si trova il Vlt. Ma il progetto non si esaurisce qui. “Esplorare lo spazio nel raggio di cinque miliardi di anni luce – ha aggiunto Balmaverde – corrisponde a studiare l’universo abbastanza vicino, diciamo che è un primo passoà Vorremmo osservare radio galassie più distanti”.

Grazie alle potenzialità dello strumento Muse, gli esperti hanno creato “immagini di riga, mappe di velocità e dispersione di velocità di stupefacente qualità, ottenute con solo venti minuti di osservazione. Queste sono le osservazioni in riga più profonde ottenute finora (superiori a quelle di Hubble). Per Alessandro Capetti, dell’Inaf di Torino, anch’egli nel team di Balmaverde “questi dati hanno permesso di rivelare strutture filamentose estese di gas ionizzato perpendicolari al getto radio con cui investigheremo i meccanismi di attivazione e di evoluzione delle radiogalassie”.

L’articolo “The Murales survey – Presentation of the observations and first results” di Barbara Balmaverde (Inaf-Osservatorio astronomico di Torino) ha visto la collaborazione di Alessandro Capetti (Inaf-Osservatorio astrofisico di Torino), Alessandro Marconi (Inaf-Osservatorio astrofisico di Arcetri e Dipartimento di Fisica e Astronomia, Università di Firenze), Giacomo Venturi (Inaf-Osservatorio astrofisico di Arcetri), Roberto Gilli (Inaf-Osservatorio astronomico di Bologna), Paola Grandi (Inaf-Iasfbo) ed Eleonora Torresi (Inaf-Iasfbo).

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