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Un viaggio sullo Stretto: dialogo tra Calabria e Sicilia

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Un viaggio sullo Stretto: dialogo tra Calabria e Sicilia

martedì 06 Ottobre 2020 - 00:00
Un viaggio sullo Stretto: dialogo tra Calabria e Sicilia

Alla scoperta di un Sud “inaspettato” con “Mediterranei Invisibili”

Il quattordicesimo appuntamento con la Pagina Bellezza del Qds è dedicato a viaggi e scoperte nel cuore del Mediterraneo, tra Sicilia e Calabria. Si è appena conclusa, infatti, la terza edizione di “Mediterranei Invisibili – Viaggio sullo Stretto”, progetto ideato e messo a punto dall’architetto Alfonso Femia per indagare i luoghi del Sud fuori dai circuiti “cartolina” e raccontarne le storie, inaspettate, di rigenerazione urbana.

Ci sono molti luoghi in Italia, che affacciano sul Mediterraneo, famosi per i monumenti, per l’architettura, per il paesaggio. Spesso tappa di un turismo senza sorprese, in qualche modo già compiuto, prima di intraprendere il viaggio. E poi ci sono i “Mediterranei invisibili”, territori delicati, schivi, poveri. Se provi a fotografarli emergono immagini, che paiono, talvolta, appartenere a una memoria in bianco e nero, ricche di un fascino che incanta e che sollecita alla ricerca di quello che non si vede. Ai piedi della Calabria e di fronte alla Sicilia, l’una delicato e ombroso lembo di penisola che si accosta senza mai toccarla all’isola, l’altra ricca e densa di una maestosa ruralità scandita su un suo specifico tempo.

“Mediterranei Invisibili – Viaggio sullo Stretto” è un progetto di viaggio la cui narrazione si costruisce sul dialogo, raccogliendo testimonianze e proponendo confronti e il suo valore sta nel mettere insieme visioni di persone autenticamente mediterranee, diverse per estrazione, età, ruolo, che condividono, anche in contraddizione tra loro, l’identità del proprio territorio. Nelle precedenti edizioni, il percorso ha toccato città e borghi: nel 2018 Reggio Calabria, l’area Grecanica con Amendolea e Gallicianò, Filanda Cogliandro, Costa Viola; nel 2019 Rosarno in Calabria, Scilla, Gerace e Messina, con le sue fortificazioni e la fondazione Horcinus in Sicilia. In questo 2020 il senso delle cose è cambiato. E se questo non significa necessariamente che tale mutazione integrerà le azioni future, né che stia per cominciare una nuova epoca come invocato e auspicato nei mesi più bui e drammatici, tuttavia è vero che lo sguardo si è spostato e che anche il futuro del Sud può essere immaginato in un altro modo.

Il Sud è percepito come qualcosa da trainare – ha affermato il sindaco di Rosarno, Giuseppe Ida – in realtà è una straordinaria opportunità non solo per il nostro Paese, ma per tutta l’Europa”. “Mediterranei Invisibili” ha accolto la sfida e con la terza edizione di “Viaggio sullo Stretto” ha voluto indagare aspetti sempre più celati, attraverso un tour a tappe con partenza dal lato isolano della Valle del Nisi, nella città di Roccalumera, centro rivierasco con un passato manifatturiero legato alla lavorazione del baco da seta e luogo di elezione di Salvatore Quasimodo, alle antiche Terme Granata-Cassibile, edificio abbandonato collocato a ridosso di una delle spiagge più belle dello Ionio; alla batteria militare Margottini, sede di una postazione militare della seconda guerra mondiale (contraerea e navale) a presidio della estremità meridionale dello Stretto di Messina; al borgo di Alì, splendido balcone sul mar Ionio; all’antica città di Fiumedinisi, legata a un passato di sfruttamento delle risorse minerarie; al Castello Belvedere, presidio militare di origine medievale; al sorprendente Parco La Rocca di Buticari, con le sue testimonianze artistiche che trasformano il paesaggio in opera d’arte. Il viaggio “siciliano” si è concluso al Castello D’Alcontres – singolare residenza fortificata affacciata sul centro storico di Nizza di Sicilia.

Nel lato peninsulare calabro il “viaggio” ha toccato Palmi, Sant’Elia, Gioia Tauro, Rosarno partendo dal parco archeologico dei Taureani, la Torre Saracena e lo scoglio dell’Isola, la Tonnara di Palmi, i faraglioni dell’Ulivarella, la guardiola di Repaci e lo scoglio di Oreste; la Villa Comunale, la Torre e la Marinella (dalla Motta), il Tracciolino e il Sant’Elia; le tre croci e la pietra del diavolo.

L’idea è quella di immaginare che la mappa mentale, urbana, politica e intellettuale dell’Italia e dell’Europa post Covid si costruisca (anche) a partire dai Mediterranei Invisibili del nostro Sud, affrancandolo dagli stereotipi che ancora lo avviliscono e mettendone in evidenza l’eccellenza ambientale, geografica e di pensiero. L’approfondimento dei singoli casi non è un mero esercizio di interesse culturale, ma la via per acquisire un’esperienza diretta che consenta di costruire proposte e sistemi di azione riproducibili. Attraverso il dialogo con i sindaci e gli assessori, gli Ordini professionali degli Architetti e le persone del luogo, “Mediterranei Invisibili – Viaggio nello Stretto” vuole tracciare una nuova geografia per la storia e lanciare una proposta di connessione dei valori del territorio sui temi concreti dell’infrastruttura, dell’agri-cultura, del paesaggio, dell’architettura.

Il progetto “Mediterranei Invisibili – Viaggio nello Stretto III” è ideato e sviluppato da Alfonso Femia e prodotto da 500×100 con Marco Predari e Giorgio Tartaro, con il patrocinio dell’Ordine degli Architetti di Catania, Reggio Calabria, Messina e la collaborazione degli Ambassador Salvatore Greco, Francesco Messina, Michelangelo Pugliese e del prof. Arch. Giovanni Multari.

Il viaggio 2020 si è arricchito dello sguardo del fotografo Mario Ferrara, oltre a Stefano Anzini (cui appartengono gli scatti qui proposti) che segue i Mediterranei Invisibili dai suoi inizi, dalle interviste di Roberta De Ciechi e Alfonso Femia, della collaborazione di Giovanni Aurino, Natalee Rojo, Liloye Chevallereau, Simonetta Cenci. Compagni di viaggio aziende, ordini professionali locali e aziende del territorio.

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