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Una nuova (o antica) terapia per smettere di fumare: la citisina

Una nuova (o antica) terapia per smettere di fumare: la citisina

L’Aifa rende rimborsabile la citisina per smettere di fumare

Una novità di grande rilievo arriva dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa): la rimborsabilità di un farmaco che ha dimostrato una significativa efficacia nella disassuefazione dal fumo di sigaretta, e quindi dalla dipendenza da nicotina. Si tratta della citisina, una molecola tutt’altro che nuova nel panorama scientifico, ma che oggi riceve un riconoscimento ufficiale e concreto nel sistema sanitario italiano. La citisina è stata inserita già nel 2024 nelle linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità e, nel 2025, è entrata nell’elenco delle molecole essenziali, a conferma del suo valore terapeutico. La decisione dell’Aifa non rappresenta solo un passo avanti sul piano farmacologico, ma assume anche un significato culturale e clinico importante: sancisce infatti il riconoscimento pieno della dipendenza da nicotina come una vera e propria patologia, e non semplicemente come un’abitudine o un vizio, come spesso percepito nell’opinione pubblica.

In passato, altri farmaci erano stati introdotti per aiutare a smettere di fumare, come il bupropione e la vareniclina. Sebbene approvati, questi non erano stati resi rimborsabili, limitandone di fatto l’accesso e portando, nel tempo, alla loro uscita dal mercato italiano. La citisina sembra oggi segnare un cambio di rotta, offrendo una soluzione più accessibile e sostenibile. Dal punto di vista storico, la citisina ha origini lontane: si tratta di un alcaloide estratto per la prima volta nel 1865 dai semi del Cytisus laburnum, noto come maggiociondolo. Già durante la Seconda guerra mondiale, i soldati ne masticavano le foglie in assenza di tabacco, sfruttandone gli effetti simili alla nicotina. Da oltre cinquant’anni, il farmaco è utilizzato nei Paesi dell’Europa orientale come supporto per smettere di fumare, con risultati documentati.

Meccanismo d’azione della citisina: come agisce sui recettori nicotinici

Il meccanismo d’azione della citisina è particolarmente interessante: essa agisce come agonista parziale dei recettori nicotinici 42 nel sistema nervoso centrale. In pratica, imita parzialmente l’effetto della nicotina, contribuendo a ridurre i sintomi dell’astinenza quando si interrompe il fumo. Allo stesso tempo, se il soggetto torna a fumare, la citisina si comporta da antagonista, attenuando gli effetti gratificanti della nicotina e riducendo così il rinforzo della dipendenza. Dal punto di vista farmacocinetico, la citisina ha una breve durata d’azione, il che può richiedere più somministrazioni giornaliere (fino a sei capsule al giorno). Viene eliminata prevalentemente per via renale. Gli effetti collaterali più comuni riguardano soprattutto il sistema gastrointestinale, con nausea e vomito, ma possono comparire anche cefalea e secchezza delle fauci. In generale, il profilo di sicurezza è considerato favorevole.

Centri Antifumo e accesso alla terapia: come ottenere la citisina in Italia

L’Aifa ha stabilito che la rimborsabilità del farmaco sia subordinata alla prescrizione da parte dei Centri Antifumo riconosciuti a livello regionale. Questo implica un approccio strutturato e controllato al trattamento: il paziente deve impegnarsi attivamente in un percorso di cessazione del fumo, poiché l’efficacia della citisina è massima in assenza di nicotina. La disponibilità della citisina rappresenta quindi una nuova e importante opportunità terapeutica per contrastare una delle forme di dipendenza più diffuse al mondo e anche in Italia. Nonostante l’aumento continuo del costo delle sigarette e le campagne di sensibilizzazione, il fumo resta infatti un problema sanitario di primaria importanza. È associato a numerose patologie gravi, in particolare a carico dell’apparato respiratorio e cardiovascolare, ed è uno dei principali fattori di rischio per diversi tipi di tumore, tra cui il cancro del polmone. In questo contesto, l’introduzione di un farmaco efficace, accessibile e supportato da evidenze scientifiche rappresenta un passo concreto nella lotta al tabagismo e nella promozione della salute pubblica.