Caro Luca,
ti conosco dal 2007. Giovane e brillante studente che aveva un progetto di vita, a cominciare da quello lavorativo, ben preciso: diventare professore di liceo per insegnare latino e greco, materie di cui eri profondamente innamorato, tanto che, mi risulta, passavi agevolmente da una lingua all’altra.
Dal liceo “Leonardo da Vinci” di Milano al “Cutelli” di Catania: una carriera impeccabile
Dopo anni di sacrifici, apprendimento ed esami di vario genere, sei approdato al tuo obiettivo e hai insegnato nel prestigioso liceo di Milano “Leonardo da Vinci”. Quando i tuoi alunni seppero della tua prima malattia, anche il quotidiano nazionale Il Giornale ti dedicò un articolo. Poi ti sei trasferito a Catania, ove hai cominciato a insegnare nell’altrettanto prestigioso liceo “Cutelli”.
Amici comuni i cui figli erano tuoi allievi mi riferivano che non solo spiegavi adeguatamente il contenuto delle tue materie, ma intrattenevi i ragazzi su argomenti di ordine sociale e umano, per aiutarli a crescere e diventare cittadini e cittadine.
Dunque, la tua carriera è stata impeccabile ed è un vero peccato che, alla tua età di appena quarant’anni, sia stata interrotta dalla Sorte, che non ti ha risparmiato proprio nulla: due gravi malattie quasi concomitanti che hai affrontato con coraggio e ottimismo.
Due malattie, un intervento al cervello e un trapianto midollare: la forza contro la Sorte
Il tuo intervento alla testa, eseguito brillantemente dal prof. Giuseppe Barbagallo, sembrava avesse risolto quel problema. Il tuo trapianto midollare, eseguito dal bravo prof. Angelo Milone, è andato altrettanto bene. Ma la tua forza di volontà nulla ha potuto contro gli eventi, che decidono a prescindere da come noi vorremmo che andassero le cose.
Umanamente sei stato sempre una persona perbene, con sani sentimenti, rispettoso sia della tua famiglia che degli altri, capace di esprimere le proprie opinioni con precisione di linguaggio (anzi, riprendevi gli strafalcioni altrui) e puntualità di pensiero.
Hai trascorso cinque anni molto tribolati che, però, ti hanno dato la sensazione di avere superato i problemi che ti affliggevano. Ma, dallo scorso settembre, sono comparse molte nubi oscure all’orizzonte e da allora a ieri il percorso è stato tutto in discesa, fino alla conclusione.
La famiglia accanto fino all’ultimo: la mamma eroica, il fratello Andrea e la zia Tanina
In tutto questo periodo hai avuto una eroica mamma, che ti ha curato ogni momento, trascurando totalmente sé stessa, nonostante in questi ultimi mesi sia stata colpita da malattia. Oltre alla vicinanza di tuo fratello Andrea, in queste ultime settimane hai avuto un altro angelo custode, la tua zia Tanina.
Non hanno e non potevano risolvere il problema, ma hanno attenuato le tue sofferenze, tanto che negli ultimi giorni ti sei quasi assopito, preparandoti all’ultimo passo.
I viaggi, la giovialità e lo spirito che sopravvive: il consuntivo di una vita positiva
Caro Luca, non voglio prolungarmi con questi ricordi tristi, ma ricordare i tanti momenti belli e felici di questi diciannove anni, con viaggi ricreativi fatti insieme e quelli che tu hai compiuto con le tue scolaresche in diverse capitali d’Europa e all’interno del nostro Paese.
È mio convincimento che quando il corpo si spegne lo spirito sopravviva e vada in un ambito a noi sconosciuto, ma non per questo non sereno. Sono convinto, inoltre, che lo spirito delle persone care continui a dialogare con i propri congiunti viventi, per cui il distacco dalla vita terrena è solo transitorio, in quanto prima o dopo tutti siamo destinati al momento conclusivo del nostro corpo da cui si staccherà lo spirito che raggiungerà quelli che già sono nell’Aldilà.
I tuoi amici ti ricordano sempre per la tua giovialità e per la compagnia che riuscivi a tenere anche in modo divertente, per cui dicevano che era sempre piacevole trascorrere vacanze brevi o lunghe con te. Insomma, il consuntivo di questa tua breve vita è positivo. Certo, sarebbe stato meglio che esso almeno si raddoppiasse perché non è giusto che i figli muoiano prima dei genitori: è una cosa innaturale. Tuttavia avviene, perché di fronte ai meccanismi della vita, i viventi sono impotenti.
Ora che ti trovi nell’Aldilà aiuta e proteggi tua madre, che ha bisogno di guarire e di guarire in fretta, anche per riprendersi dall’enorme dolore che quest’ultimo periodo le ha procurato. A me non rimane che salutarti, consapevole, come ho scritto, che prima o dopo ci rivedremo.

