Roma, 18 giu. (askanews) – In Europa si parla molto di competitività, di sovranità su innovazone e IA ma poi “stiamo perdendo” un punto chiave: “ed è quello che l’Europa deve mettere a fattore comune le sue infrastrutture, che siano i mercati dei capitali, le banche, l’energia o la tecnologia. Se non facciamo questo fattore comune non possiamo permetterci di fare qualcosa che sia competitivo a livello globale”. Facendolo, invece “potremmo essere, possiamo essere molto diversi”. Così Andrea Orcel, amministratore delegato di UniCredit, ha risposto incalzato sull’offerta per Commerzbank e le interferenze della politica, durante un dibattito alla conferenza FII Priority Europe, a Roma.
“Ci sono antagonismi tra Paesi, differenze tra paesi”, Orcel ha citato il fatto di essere un romano che vive a Milano. Ma anche in Germania “la situazione è uguale. In Europa siamo molto diversi e siamo fieri di esserlo – ha detto – ma dobbiamo evitare di che questo ci porti a balcanizzare e frammentare, penso che questo sia il problema”.
“Penso che l’interpretazione di mettere a denominatore comune spaventi o faccia temere meno sovranità”. E se si guarda “il mercato bancario tedesco”, (dove UniCredit ha incontrato ostilità nel suo piano su Commerzbank-ndr) “è tra quelli dove gli utenti sono tra in meno contenti, è il mercato che ha più alta penetrazione di fintech e il mercato dove le banche americane hanno guadagnato più quota. Perché? Per la frammentazione: non abbiamo la mole, non abbiamo le economie di scala. E noi siamo stati in Germania per 20 anni”.
“Penso che sia quello che manchi – ha concluso -: pensando di per proteggerci di più”, evitando l’integrazione e consentendo la frammentazione, in Europa si lasciano entrare “tutte le minacce dell’economia globale”.

