Milano, 12 mar. (askanews) – Dopo tre mesi consecutivi di calo, a febbraio 2026 il mercato dei veicoli commerciali leggeri torna ad una sostanziale stabilità, segnando un -0,1% con 15.287 immatricolazioni. Lo rileva Unrae. Anche in questo comparto, come in quello vetture, nel mese in esame emerge un contributo positivo del noleggio a breve termine: in sua assenza, il mercato avrebbe evidenziato una contrazione del 3,5%. Nel primo bimestre dell’anno il calo si riduce al 2,7%, con 29.563 unità.
In uno scenario economico caratterizzato da una persistente incertezza, il mercato dei veicoli commerciali nel 2026 potrà contare sugli incentivi annunciati dal Mimit, di cui però, ricorda Unrae, non è stato ancora ufficializzato lo schema. Considerati i tempi tecnici necessari per rendere operativa la misura, l’effettivo utilizzo delle risorse non sarà immediato Unrae stima che l’impatto sulle immatricolazioni si manifesterà a partire dall’ultimo quadrimestre dell’anno. Rimane pertanto confermata la previsione di una moderata flessione delle immatricolazioni, attese a 187.000 unità, con un arretramento dell’1,1% rispetto alle 189.000 unità consuntivate nell’intero 2025.
A febbraio i veicoli elettrici puri registrano una flessione attestandosi al 2,7% del mercato, in lieve recupero rispetto al 2,4% rilevato a gennaio, ma in diminuzione rispetto al 3,1% di febbraio 2025. Si conferma pertanto già esaurita la componente di domanda sostenuta dagli incentivi erogati con le risorse del Mase.
“Come Unrae ha sottolineato in più occasioni – afferma il presidente Roberto Pietrantonio – accanto agli incentivi esistono altri fattori abilitanti imprescindibili per lo sviluppo della transizione nel comparto dei veicoli commerciali leggeri. Tra questi, il potenziamento delle infrastrutture di ricarica, l’introduzione di un credito d’imposta del 50% sugli investimenti privati in colonnine fast per il triennio 2026-2028, e soprattutto un intervento correttivo sugli elevati costi dell’energia per la ricarica, oggi sotto pressione più che mai per le note vicende geopolitiche”.
Sul fronte europeo, con riferimento alla revisione dei Regolamenti sulle emissioni di CO2, l’Unare ritiene che i veicoli commerciali leggeri necessitino di disposizioni ad hoc, con obiettivi specifici. Lo scorso 4 marzo la Commissione Europea ha presentato l’Industrial Accelerator Act, che – per i veicoli leggeri elettrici, ibridi plug-in e a idrogeno – introduce una quota minima di contenuto (70%) di provenienza europea come requisito per l’accesso a incentivi e appalti pubblici.
“Sul tema del Made in Europe – dichiara Pietrantonio – l’Associazione ribadisce il rischio di penalizzazioni per la clientela. La competitività del settore si costruisce attraverso investimenti mirati e capacità di innovazione, non mediante misure di carattere protezionistico”.

