Roma, 18 giu. (askanews) – Per migliorare la competitività delle imprese nel mondo, i governi devono innanzitutto “ospitare eventi come questo. La prima cosa è accendere i riflettori del mondo sulle potenzialità di investimento, per quanto ci riguarda dell’Italia. La seconda cosa, come governo italiano, che partecipa alla più vasta casa comune dell’Unione europea, è creare un mercato europeo che sia appetibile e comparabile con quello degli Stati Uniti o con quello della Cina. E quindi realizzare pienamente il 28º regime, che consentirebbe alle start-up in quarantott’ore di avere una registrazione europea e quindi una conformità tale da potergli consentire di scalare, di crescere”.Lo ha firmato il ministro delle imprese del made in Italy, Adolfo Urso intervenendo oggi ad uno dei dibattiti della conferenza della conferenza FII Priority Europe, in corso a Roma.
E poi bisogna “realizzare un mercato comune del digitale in Europa, dobbiamo creare un contesto che sia comparabile a quello degli altri continenti. Poi, ciascuno a casa propria, in questo condominio europeo – ha proseguito – deve migliorare la propria attrattività e qui accanto c’è chi può dare dimostrazioni di come abbiamo creato delle condizioni in cui un cittadino albanese, oggi italiano, possa realizzare una start-up che in poco tempo diventa un modello, un esempio in Europa”.
In Italia come governo Meloni “abbiamo migliorato, incentivando gli investimenti delle casse previdenziali nel sistema delle start-up italiane. Abbiamo creato per quanto riguarda l’intelligenza artificiale una fondazione pubblica a Torino, che sta coordinando con grandi attori nazionali e una candidatura di un consorzio italiano nel bando europeo per realizzare una GigaFactory e sull’IA nel nostro paese”, ha riferito.
“Abbiamo già realizzato una IA Factory a Bologna che è un esempio, un modello e nel contempo implementando i supercalcolatori di Bologna, di Genova e quello di Pavia. Tre supercalcolatori che sono anche tra i primi 10 al mondo: forniamo quella capacità di calcolo con cui, poi, la meccanica quantistica può decollare. Abbiamo un ufficio al Mimit – ha rilevato – che segue in maniera specifica ogni investimento estero nel nostro Paese”.
“Soltanto nell’ultima settimana abbiamo certificato a Palazzo Chigi, nel Consiglio dei ministri, tre investimenti sui data centre per un ammontare di quasi 10 miliardi. Bisogna programmare uno sviluppo che sia omogeneo sul territorio, anche perché ha bisogno a sua volta dell’energia sufficiente, nella parte iniziale possiamo farcela, anche perché l’Italia ha una rete elettrica che è invidiata in Europa. Ma nel contempo sappiamo che deve crescere sempre più e per questo, e non a caso – ha concluso Urso – abbiamo programmato il rientro tra i Paesi produttori di energia nucleare anche del nostro Paese, così che poi possa alimentarsi con i nuovi piccoli reattori nucleari”.

