“Sulla base delle conversazioni avute con il primo ministro del Pakistan Shehbaz Sharif e con il generale Asim Munir, nelle quali mi è stato chiesto di sospendere l’invio di forze distruttive in Iran previsto per questa sera e a condizione che la Repubblica Islamica dell’Iran acconsenta all’apertura completa, immediata e sicura dello Stretto di Hormuz, accetto di sospendere i bombardamenti e gli attacchi contro l’Iran per un periodo di due settimane”.
Con queste parole, diffuse su X intorno alla mezzanotte inoltrata italiana, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump annuncia un cessate il fuoco di due settimane nei confronti dell’Iran e del Medio Oriente. Stati Uniti e Iran hanno infatti detto di sì alla tregua di 14 giorni di tipo “bilaterale”, con un congelamento del conflitto e la riapertura dello Stretto di Hormuz.
La tregua tra Stati Uniti e Iran nella notte a poche ore dalla scadenza dell’ultimatum. Netanyahu non sembra intenzionato a fermare le operazione in Libano
Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, annuncia per primo il sì alla proposta formulata dal premier del Pakistan, Shehbaz Sharif, mediatore determinante tra Washington e Teheran. A stretto giro, anche l’Iran ufficializza l’ok al cessate il fuoco. La tregua coinvolge anche Israele che però – secondo una dichiarazione dell’ufficio del premier Benjamin Netanyahu – non sembra intenzionato a fermare le operazioni in Libano. I negoziati tra Usa e Iran invece, per chiudere definitivamente la guerra, auspica Sharif, dovrebbero iniziare venerdì 10 aprile a Islamabad.
La svolta al conflitto – con un cessate il fuoco di stampo bilaterale, come annunciato da Donald Trump – è arrivata intorno alla mezzanotte e trenta in Italia, a meno di 2 ore dalla deadline fissata da Trump. Allo scoccare delle 20 degli USA infatti, le due della notte italiane, Donald Trump aveva promesso “di fare tornare all’età della pietra” una civiltà intera, l’Iran. Adesso, il conflitto in tregua apre a scenari migliori naturalmente. Lo Stretto di Hormuz inoltre, determinante per il 20% del commercio mondiale di petrolio, verrà dunque riaperto e la navigazione riprenderà.
L’annuncio di Donald Trump
“Sulla base delle conversazioni avute con il primo ministro del Pakistan Shehbaz Sharif e con il generale Asim Munir, nelle quali mi è stato chiesto di sospendere l’invio di forze distruttive in Iran previsto per questa sera e a condizione che la Repubblica Islamica dell’Iran acconsenta all’apertura completa, immediata e sicura dello Stretto di Hormuz, accetto di sospendere i bombardamenti e gli attacchi contro l’Iran per un periodo di due settimane“, scrive Trump specificando che “si tratterà di un cessate il fuoco bilaterale”.
“Il motivo di questa decisione è che abbiamo già raggiunto e superato tutti gli obiettivi militari e siamo a buon punto con un accordo definitivo riguardante la pace a lungo termine con l’Iran e la pace in Medio Oriente. Abbiamo ricevuto una proposta in 10 punti dall’Iran e riteniamo che sia una base praticabile su cui negoziare. E’ stato raggiunto un accordo su quasi tutti i vari punti oggetto di contrasto in passato tra gli Stati Uniti e l’Iran, un periodo di due settimane consentirà di finalizzare e portare a compimento l’intesa”, aggiunge. “A nome degli Stati Uniti d’America, in qualità di Presidente e anche in rappresentanza dei Paesi del Medio Oriente, è un onore vedere questo problema di lunga data vicino alla risoluzione”, conclude Trump.
L’annuncio direttamente da Teheran
“Se gli attacchi nei confronti dell’Iran cessano, le nostre potenti forze armate fermeranno le operazioni difensive”, dice il ministro degli Esteri iraniano, Seyed Abbas Araghchi. “Per un periodo di due settimane, sarà possibile il transito sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz in coordinamento con le forze armate dell’Iran e tenendo in considerazione limitazioni tecniche”, aggiunge parlando a nome del Supremo Consiglio di Sicurezza Nazionale della Repubblica islamica. Araghchi fa riferimento alla “richiesta degli Stati Uniti di negoziati basati sulla loro proposta articolata in 15 punti” e cita “l’annuncio del presidente degli Stati Uniti in relazione all’accoglimento dello schema generale dei 10 punti proposti dall’Iran come base per le trattative”. Lo riporta Adnkronos.
Israele, Netanyahu si oppone: “Tregua non si applica in Libano”
“Israele sostiene la decisione del presidente Trump di sospendere i raid contro l’Iran per due settimane a patto che l’Iran apra immediatamente lo Stretto e fermi tutti gli attacchi contro Usa, Israele e Paesi nella regione”, si legge in una dichiarazione diffusa su X dall’ufficio del premier israeliano Benjamin Netanyahu. La dichiarazione puntualizza che “il cessate il fuoco di due settimane non include il Libano” a differenza di quanto annunciato da Sharig.
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