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Variazioni di bilancio all’Ars in ostaggio dei gruppi parlamentari in attesa di alleanze e accordi

Variazioni di bilancio all’Ars in ostaggio dei gruppi parlamentari in attesa di alleanze e accordi
Aula dell’Ars, foto di Mauro Seminara

La manovra ritarda e quindi tardano aiuti compensativi e misure di sostegno alle varie categorie produttive che in questo momento boccheggiano

Con buona pace del presidente Gaetano Galvagno, l’Assemblea regionale siciliana si è di nuovo persa tra i vicoli bui dei gruppi parlamentari che la tengono in ostaggio giocando partite su più tavoli, uno dei quali è quello delle variazioni di bilancio. Gli altri tavoli sono quelli delle alleanze tra partiti in vista delle elezioni e degli accordi per le liste elettorali che ogni singolo assessore, deputato, consigliere comunale ed esponente di partito cerca di risolvere.

Burrasca in aula

La sessione di lavoro di mercoledì era partita male e si era chiusa peggio. Aula sospesa, per mezzora, poi chiusa con il buon proposito di trovare una sintesi stamattina e ricominciare già alle 14.30 per recuperare un po’ di tempo perso. Ma neanche a dirlo, di mettere piede in Sala d’Ercole non se ne parlava neanche a metà pomeriggio. Alla fine lo stralcio si è concretizzato, ma il riavvio dei lavori d’Aula non ha seguito i propositi di accelerazione.

A rendere ufficiale il drastico ridimensionamento di quella che nasceva come “manovrina” estiva e finiva per essere una “pre-finanziaria” di fine anno è stato il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno. Lo scranno più alto di Sala d’Ercole aveva disertato il lavori d’Aula affidandoli al vice presidente vicario Nuccio Di Paola che di suo cercava in ogni modo di avviare la discussione generale da un lato e prendere tempo dall’altro. Tempo necessario a Galvagno che aveva assunto l’iniziativa e l’onere di stralciare la (ex) variazione di bilancio, ormai giunta a oltre mezzo miliardo di euro per il solo residuo anno in corso e ricca di norme ordinamentali, con 126 articoli e oltre 3.000 emendamenti. Uno stralcio messo a punto insieme all’assessore all’Economia Alessandro Dagnino e agli uffici dell’Ars.

Aria tesissima

L’aria è tesissima sia dentro che fuori Palazzo dei Normanni. La manovra ritarda e quindi tardano aiuti compensativi e misure di sostegno alle varie categorie produttive che in questo momento boccheggiano. Galvagno ha ricevuto in mattinata le delegazioni di diversi comparti produttivi interessati dalla grave crisi.

Nel corso dei colloqui sono state illustrate al presidente dell’Ars le problematiche che ciascuna categoria sta vivendo nell’Isola a causa del caro-prezzi. Poi l’agenda del presidente dell’Ars lo ha visto impegnato nella conferenza dei capigruppo che doveva precedere l’Aula convocata per le 14.30 ma infine ripresa alle 18. Sessione dei lavori presieduti dal presidente, che aveva già rassicurato agricoltori, autotrasportatori, imprenditori cerealicoli, rappresentanti delle marinerie, Asacom e categorie vulnerabili sullo stralcio.

“Si tratta di un’ulteriore iniezione di disponibilità regionali per i settori produttivi maggiormente colpiti dal caro-carburante – ha detto Gaetano Galvagno prima di aprire i lavori d’Aula – e per fronteggiare le emergenze più imminenti di alcuni comparti strategici quali i trasporti, l’agricoltura e le marinerie che saranno comunque integrati dalle risorse della Finanziaria. Resta chiaro che si tratta di un intervento che può solo lenire una crisi che a oggi sta coinvolgendo l’economia dell’intero Continente”.

“Stralcio per liberare risorse e incrementare alcuni capitoli”

Con questo stralcio, come poi riferito a Sala d’Ercole, “si libereranno delle risorse per far sì che si possano incrementare alcuni capitoli”. La manovra è stata quindi stravolta ancora, ma questa volta dalla presidenza dell’Ars per risolvere due prioritarie necessità: rimandare lo scontro violento con le opposizioni e dare risposte ai comparti produttivi “per venire incontro a alcune delle reali esigenze”. Dal lungo elenco di articoli stralciati è stato esentato il Fit, che è salvo anche questa volta dopo la pregiudiziale presentata da Antonio De Luca.

Si procede così, con rinvio, con stralcio drastico, con una nuova capigruppo e la volontà di arrivare al voto finale entro mercoledì 21 ottobre. Alla fine di ottobre poi arriverà la legge di stabilità, e il quasi 50% delle norme stralciate finiranno nella Finanziaria. “Rassicuro tutti i deputati che avevano lavorato a quelle norme”, ha detto Gaetano Galvagno. Poi, elencate le norme stralciate, il presidente ha annunciato una nuova capigruppo.

Schifani ascoltato in Commissione Antimafia

Nella giornata difficile di Palazzo dei Normanni non c’è stato solo il travaglio del presidente dell’Ars. Il presidente della Regione è stato infatti audito in commissione Antimafia e Anticorruzione. La commissione di vigilanza presieduta dal deputato Antonello Cracolici ha chiuso le porte per circa tre ore alle spalle di Renato Schifani. Un avvio, con relazione del presidente e risposte alle domande dei componenti di commissione da parte del presidente della Regione, che è solo l’inizio del lavoro d’inchiesta che la commissione ha davanti – per la prima volta – fino a fine legislatura.