Roma, 3 gen. (askanews) – Un’escalation, quella che ha portato oggi all’attacco Usa contro il Venezuela, con la cattura del presidente venezuelano Nicolas Maduro e della moglie.
Di seguito una cronologia degli eventi che hanno portato all’azione di oggi.
Marzo 2020 – Durante il primo mandato del presidente statunitense Donald Trump, il Dipartimento di Giustizia degli Stati uniti incrimina Maduro per narcoterrorismo e traffico di cocaina, accusandolo di aver guidato per anni un cartello della droga. Il leader venezuelano respinge le accuse e denuncia un’operazione politica.
Luglio 2024 – Maduro viene proclamato vincitore delle elezioni presidenziali in Venezuela, consultazione giudicata irregolare da osservatori indipendenti. L’opposizione indica Edmundo Gonzalez come legittimo vincitore.
Gennaio 2025 – L’amministrazione Biden riconosce Gonzalez come presidente legittimo del Venezuela. Gonzalez, in esilio in Spagna, viene sostenuto da Washington nel tentativo di isolare Maduro a livello internazionale.
Luglio 2025 – L’amministrazione Trump inserisce il Cartel de los Soles nella lista delle organizzazioni terroristiche, definendolo un gruppo criminale con base in Venezuela e indicando Maduro come suo leader. Nello stesso periodo Trump firma un ordine segreto che autorizza l’uso della forza contro i cartelli della droga in America Latina.
Agosto 2025 – Il Pentagono avvia un massiccio dispiegamento militare nei Caraibi, con navi da guerra, aerei da combattimento e migliaia di soldati statunitensi nelle vicinanze delle coste venezuelane.
Agosto 2025 – Un team della Cia dispiegato in Venezuela per monitorare i movimenti di Maduro (New York Times).
7 agosto 2025 – Il Dipartimento di Giustizia statunitense aumenta a 50 milioni di dollari la ricompensa per informazioni che portino all’arresto di Maduro.
2 settembre 2025 – Gli Stati uniti colpiscono un’imbarcazione venezuelana in acque internazionali, sostenendo che trasportasse membri di un cartello della droga. Nell’attacco muoiono 11 persone. Caracas definisce l’azione un crimine e accusa Washington di violare il diritto internazionale.
Settembre-ottobre 2025 – Proseguono attacchi statunitensi contro imbarcazioni sospettate di narcotraffico nel mar dei Caraibi e nel Pacifico. Diversi raid causano decine di morti e vengono criticati come potenzialmente illegali. Aumentano le tensioni militari, con sorvoli e manovre considerate provocatorie.
15 ottobre 2025 – Trump ammette pubblicamente di aver autorizzato la Cia a condurre operazioni clandestine in Venezuela.
Fine ottobre 2025 – Il Congresso degli Stati uniti respinge risoluzioni bipartisan volte a limitare l’uso della forza militare contro il Venezuela senza autorizzazione parlamentare.
Novembre 2025 – Continuano i raid contro imbarcazioni sospettate di traffico di droga. Trump afferma di non ritenere necessaria l’autorizzazione del Congresso per colpire i cartelli.
10 dicembre 2025 – Gli Stati uniti sequestrano una petroliera carica di greggio venezuelano, nell’ambito di una strategia per colpire le entrate petrolifere di Caracas.
16 dicembre 2025 – Trump annuncia un “blocco totale” delle petroliere venezuelane, dichiarando il Paese “completamente circondato” dalla presenza navale statunitense.
Fine dicembre 2025 – Secondo il New York Times, la Cia conduce un attacco con droni contro una struttura portuale in Venezuela, primo intervento militare noto sul territorio venezuelano.
31 dicembre 2025 – Il bilancio degli attacchi contro imbarcazioni sospettate di narcotraffico supera le 115 vittime, in almeno 35 raid condotti dal 2 settembre.
3 gennaio 2026 – Trump annuncia sui social media che gli Stati uniti hanno catturato Nicolas Maduro e lo stanno trasferendo fuori dal Venezuela. L’annuncio arriva dopo segnalazioni di esplosioni a Caracas e in altre zone del Paese.

